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Inter, dopo Josep Martinez i nerazzurri puntano a un altro giocatore del Genoa

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Albert Gudmundsson e Frendrup ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

L’Inter dopo aver preso il suo secondo portiere Josep Martinez, è interessata a un altro giocatore del Genoa: in questo caso è Johan Vasquez difensore con un passato alla Cremonese, ma che nell’ultima stagione in rossoblu ha fornito ottime prestazioni. Il sogno rimane Gudmundsson come riferisce il Corriere dello Sport, ma l’opzione Vasquez sempre del Genoa potrebbe diventare concreta per cercare di rinforzare la difesa.

Inter, Vasquez si sposerebbe bene nella difesa a 3 di Inzaghi

All’Inter manca un difensore come vice Bastoni, e Vasquez potrebbe proprio fare al caso dei nerazzurri e di Simone Inzaghi che avrebbe una valida alternativa da far ruotare in difesa. Il messicano ha sempre giocato in difese a 3 e potrebbe essere perfetto a livello tattico. Seguiranno ulteriori aggiornamenti e se arriveranno proposte ufficiali.

Il Bologna punta Hummels per sostituire Calafiori

riccardo calafiori ph: fornelli/keypress
Riccardo Calafiori ph: Fornelli/Keypress

Con Riccardo Calafiori ormai a un passo dall’Arsenal per circa 50 milioni di euro, il Bologna è sul mercato alla ricerca di un centrale di difesa a cui affidare le chiavi della difesa in vista della prossima stagione che vedrà i rossoblù protagonisti anche in Champions League. Come riporta la ‘Gazzetta dello Sport’ oggi in edicola, l’uomo mercato Giovanni Sartori in queste ore è in pressing per Mats Hummels, esperto difensore tedesco attualmente svincolato dopo la scadenza del contratto col Borussia Dortmund.

Hummels vuole tre milioni l’anno, l’alternativa per Sartori è Lenglet

Hummels valutato nelle scorse settimane anche dalla Roma chiede un contratto biennale da circa tre milioni di euro netti l’anno. Richiesta importante, che Sartori e Di Vaio stanno valutando per capire se sia o meno il caso di avanzare una proposta all’altezza delle richieste del centrale tedesco. Nel frattempo, però, in casa Bologna si valutano anche altri nomi: uno di questi è Clément Lenglet, classe 1995, centrale francese del Barcellona che nell’ultima stagione ha giocato in prestito all’Aston Villa.

Infine, un altro nome che il Bologna sta valutando per la difesa è quello di Jaka Bijol: il centrale sloveno di proprietà dell’Udinese è reduce da un buon Europeo e ha una valutazione di calciomercato che si aggira sui 20 milioni di euro.

Conferenza Baroni: “Lazio apice della mia carriera. Importanti i valori e il lavoro per trascinare i tifosi”

Marco Baroni
LA GRINTA DI MARCO BARONI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come dovrà essere la sua Lazio?
“Noi da subito dobbiamo iniziare a lavorare duramente, so che sto ereditando una squadra che ha cultura del lavoro. Dovremo semplicemente intensificare ancor di più. Uno degli aspetti importanti è legato ai valori, l’ho portato in tutte le mie squadre e per me è fondamentale. Questo fa la differenza nelle piccole cose e questo aspetto si ricongiunge allo spirito laziale, questo lo voglio vedere da subito. Nel calcio non c’è tempo, dobbiamo lavorare immediatamente sulla dedizione, sulla passione e attaccati al lavoro. Quando una squadra va sul campo e dimostra a chi la osserva queste componenti di compattezza, equilibrio, lavoro e qualità il pezzo più importante è stato già fatto”.

Cosa ha provato quando ha ricevuto la chiamata della Lazio?
“Sono felice, è il punto più alto della mia carriera e c’è consapevolezza di questo. C’è voglia di lavorare, di sentire la sfida. Io sono un allenatore che ama le sfide, voglio una squadra pronta ad aggredire, la mia squadra non deve giocare per sé stessa ma per la gente”.

Cosa porta da Verona in questa esperienza a Roma?
“Ho sempre avuto un principio fin da quando giocavo, o vinco o imparo. L’esperienza di Verona è stata bellissima, nella vita hai tanti modi per affrontare una difficoltà, ma per me è un’opportunità. La trasformazione che c’è stata ha rappresentato il momento più bello, ci portiamo dietro un vissuto importante ma sappiamo che qui è tutto diverso. So di dover fare un calcio diverso, c’è qualità, sono andati via giocatori importanti che hanno fatto la storia, ma abbiamo preso giovani ragazzi che dovranno partire con entusiasmo, coraggio ed equilibrio. Voglio che la squadra faccia un calcio che emozioni”.

Baroni: “Preferisco guardare ciò che ho e non ciò che manca, credo molto nel collettivo”

Cosa pensa del mercato? Cosa manca a questa rosa?
“Non guardo mai a cosa manca, ma a quello che ho. Sono arrivati giocatori giovani, le parole del presidente hanno fatto piacere, questo ringiovanimento è legato al calcio che vogliamo proporre. Metto sempre il giocatore al centro del progetto, il compito mio e dello staff sarà quello di prendere l’atleta e di valorizzare le sue caratteristiche all’interno del collettivo. La parola collettivo è fondamentale, il valore di ogni singolo giocatore non fa mai il valore del collettivo. Lì dovrà esserci la nostra crescita individuale e di squadra”.

Avete fissato con la società un obiettivo? Ha intenzione di partire dal 4-3-3 o dal 4-2-3-1?
“Sicuramente l’impianto sarà di una difesa a quattro con doppio esterno, all’interno di questo ci saranno delle possibili variabili. Da lì però non ci spostiamo, poi è chiaro che questo sia solo l’impianto, poi c’è la parte più importante con la squadra che deve avere compattezza, equilibrio e ferocia. Bisogna andare a prendere gli avversari, a me piace un calcio dinamico e di ritmo. È chiaro che parto sempre dalla squadra e dal lavoro per creare un obiettivo, l’obiettivo è quello di migliorare sicuramente il campionato dello scorso anno, abbiamo 47 partite, l’obiettivo primario è quello di farne molte di più. Giocheremo più di 5000 minuti, servirà tutto l’organico, ogni giocatore deve giocare qualsiasi minuto al proprio massimo”.

Cosa possono dare i giocatori che hanno fatto la storia recente della Lazio e che sono rimasti?
“Possono dare tantissimo, non parliamo di senatori. Ho parlato di cultura, questa squadra ha cultura. L’integrazione tra i nuovi sarà fondamentale, ma la cosa primaria è la presenza di giocatori importanti, li ho salutati oggi, ho visto gente vogliosa. A me questo interessa, interessa portare in campo un clima di fiducia e di gioia nel lavoro. Queste sono le cose più importanti, quando ti alleni forte hai il senso del lavoro e del sacrificio, si gioca come ci si allena. Questa è la sfida con la squadra”.

Gasperini ha valorizzato il suo lavoro, ha percepito un cambiamento nei suoi confronti dopo queste parole? Dele-Bashiru può giocare nei tre centrocampisti?
“Mi riconduco alle parole di Gasperini che mi hanno fatto piacere, ma rimaniamo sul senso delle sue parole. Spesso un allenatore viene valutato per un trofeo, ma vince un allenatore e ci sono allenatori che vincono nel loro obiettivo che può essere una salvezza. Questo era il messaggio, poi mi fa piacere perché c’è stima reciproca ma non penso fosse riferito solo al mio nome ma agli allenatori che insieme allo staff, ai giocatori e ai tifosi raggiungono questo obiettivo. Perdonatemi, non vorrei parlare dei singoli giocatori. Abbiamo scelto e valutato dei giocatori per le loro qualità e devo farli entrare nei nostri schemi grazie al lavoro anche dello staff, poi si mette sempre il giocatore al centro. Ci deve essere subito una grande conoscenza per cercare di far esprimere al meglio il singolo giocatore”.

Si aspettava di poter avere un’occasione del genere prima?
“Io non guardo mai indietro, guarda sempre avanti. Di dietro mi porto le esperienza, ciò che è fatto ieri però è già passato. La mia attenzione è rivolta all’oggi, il mio primo e unico pensiero è la Lazio. Poi è chiaro che ognuno si porta dietro un bagaglio esperienziale, ma siamo tutti pronti per questa meravigliosa occasione”.

Come la fa sentire il momento di contestazione della tifoseria nei confronti della società?
“Il sentimento è uno dei valori e degli aspetti in cui credo e a cui sono sempre legato. Il nostro sentimento, quello mio e della squadra deve essere legato ai tifosi. Il primo passo deve farlo la squadra con quei componenti di cui ho parlato prima. Se la squadra suda la maglia, si spende e lotta con coraggio, questo è ciò che tutti vogliono vedere. Ecco perché la mia attenzione è rivolta a quello, al lavoro che dovremo fare insieme alla squadra”.

Le due dimissioni di Sarri e Tudor in pochi mesi l’hanno fatta riflettere?
“No, ho grande rispetto per chi ha lavorato qui, principalmente professionale. Sono però momenti e storie diverse, sono convinto della mia scelta, questi problemi non li ho mai avuti e non li avrò neanche quest’anno. Tutti insieme dovremo cercare di lavorare sul coinvolgimento di tutte le componenti, non si raggiungono obiettivi se non siamo tutti insieme e questo è l’aspetto più importante su cui lavoreremo”.

È opportuno avere un’altra figura tra lei e la società per gestire lo spogliatoio?
“No, io non vedo queste problematiche. Qui c’è un gruppo di lavoro forte, un gruppo di ragazzi che ha voglia. Io ricorderò la fortuna che abbiamo, ricorderò ogni giorno che quello che spendiamo in campo è una fortuna. Quando ci sono tutte le componenti di cui ho parlato prima io non vedo altre problematiche. Questo aspetto non mi mette timore, sono certo di questo”.

Baroni: “Richieste sul mercato? L’importante è avere coppie di giocatori in ogni ruolo”

Ha fatto delle richieste primarie a livello di mercato? Ha dichiarato dei giocatori incedibili?
“Il coinvolgimento è stato totale, dall’inizio. Sono arrivato nel momento giusto quando c’erano da fare delle situazioni le abbiamo analizzate insieme. C’è stato un coinvolgimento totale da parte del presidente e del direttore, sono state fatte delle uscite che ha spiegato il presidente. Noi non mandiamo via nessuno, ma serve quello che ho elencato prima. Dobbiamo avere giocatori che hanno il sentimento, la voglia e la determinazione per affrontare un’annata che vogliamo rendere importante. Ho delle coppie in ogni ruolo e non vedo l’ora di lavorare con i ragazzi”.

Ci può presentare il suo staff? Greenwood può alzare l’asticella?
“Il valore del giocatore lo conosciamo, so che è un giocatore bravo che può giocare sull’esterno. Di questa situazione non voglio parlare, non voglio parlare di singoli e di situazioni di mercato. Qui ho portato dei collaboratori, il mio secondo Del Rosso, due preparatori atletici, un collaboratore e due match analyst. Poi abbiamo trovato qua Viotti e Lamberti con cui ho già parlato, due ragazzi giovani cui ho trasmesso la mia energia. Siamo uno staff a porta aperta, chi lavora forte dalla mattina alla sera trova l’ambiente ideale. Chi ha meno voglia ha un problema, ma non è questo il caso”.

C’è stato un contatto con Maurizio Sarri?
“C’è stata una telefonata ma solo di saluti. Con Maurizio c’è stima, quando ero già stato annunciato ci siamo sentiti. Ci siamo incrociati nei campionati di C2, c’è stima professionale e un buon rapporto umano. Anche io ho molta stima del suo lavoro”.

Baroni: “Voglio una Lazio aggressiva, ma voglio studiare ogni componente e lavorare con la squadra”

Che Lazio dobbiamo aspettarci sotto la guida Baroni?
“Conosco benissimo la storia della Lazio, io voglio un calcio aggressivo. Ho studiato la squadra e ho guardato quanto fatto lo scorso anno, a me non piace molto attendere e per questo andremo a lavorare con la squadra. Io parto sempre da quello di cui ha bisogno la squadra per fare risultato. Ho in testa un calcio da fare, studiando ogni singolo componente credo si possa mettere in atto”.

Ha parlato di una difesa a 4 e di due esterni, può pensare alla doppia punta?
“A me piace giocare con i due esterni e la difesa a quattro, vi ho dato un impianto. All’interno di questo ci possono essere delle variabili anche a seconda della partita, non sono ingessato in un sistema di gioco. Contro la Lazio con il Verona siamo partiti a 4 ma avevamo delle difficoltà e ci siamo messi a specchio con la difesa a tre. È chiaro che poi vado a leggere la partita, in un calcio dinamico non creo un modello dal quale non si può uscire. Tendenzialmente l’impianto su cui costruire è quello, poi vedremo le varianti”.

Roma, Le Fée atteso a minuti a Fiumicino | Le dichiarazioni di Ghisolfi

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LA GRINTA DI DANIELE DE ROSSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

È stato il suo primo vero colpo di mercato. Florent Ghisolfi è a Fiumicino ad attendere ed accogliere Enzo Le Fée che sbarcherà tra poco nella capitale. Il direttore sportivo della Roma si è mostrato per la prima volta ai giornalisti con i quali si è lasciato andare anche ad un simpatico siparietto. “”Se Enzo è felice di essere qui o è preoccupato per la nuova avventura? So che siete qui per accoglierlo, sarà una bella cosa per la Roma. Lui è felice di aver scelto la Roma e di sapere che lo state aspettando , ha risposto a un giornalista.

Le Fée è il primo colpo di Ghisolfi | Ora la Roma vuole chiudere per Chiesa

Il dirigente è operativo in queste ore a Trigoria nei primi giorni del raduno giallorosso. Le Fée è il secondo acquisto più oneroso della gestione Friedkin dopo Abraham. In lui De Rossi e Ghisolfi vedono quel centrocampista in grado di costruire gioco con qualità, di tenere il pallone in situazioni difficili e di alzare il pressing in fase di non possesso; insomma, ha le caratteristiche che mancano al centrocampo giallorosso.

Ora però il lavoro a Trigoria non si ferma. L’operazione Chiesa sembra vicina alla chiusura con la Roma che aspetta solo l’ok da parte del giocatore, e si continua a lavorare per rinforzare le fasce.

Conferenza Fonseca: “Al Milan per vincere, sappiamo quale attaccante prendere”

paolo fonseca
PAULO FONSECA SORRIDENTE ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

I ringraziamenti

“Voglio ringraziare per l’accoglienza, poi voglio ringraziare la società per la fiducia. Sono molto motivato, emozionato e fiducioso. So che arrivo in un club che vuole vincere, sono appena stato nel museo, ho visto coi miei occhi la storia del Milan. Io ambisco a far parte di questa storia. Zlatan mi ha mostrato gli spazi vuoti per i nuovi trofei. Sono pronto per iniziare questo percorso, non vedo l’ora di cominciare a lavorare”.

Sul suo approdo al Milan

“So che chi viene al Milan lo fa per vincere. Io ho guardato tanto in passato i giocatori che hanno fatto la storia di questo club, ho la consapevolezza che è una grande responsabilità, ma è anche un grande orgoglio. So che questo è un club universale, so che posso far proseguire questa bella storia”.

Fonseca: “Credo nella rosa che abbiamo, possiamo migliorare in un paio di ruoli”

Sulla costruzione della rosa

“Sono qui anche perché credo molto nei giocatori che abbiamo. Credo molto in questa rosa. Sicuramente abbiamo bisogno di qualche calciatore, ci sono un paio di posizioni in cui possiamo migliorare”.

Sugli allenatori stranieri in Italia

“L’ultimo a vincere è stato Mourinho? Io voglio essere il prossimo. Sono diverso da Josè, ma voglio eguagliarlo in questo. Voglio vincere col Milan”.

Sulla filosofia di gioco

“Il Milan ha una storia di calcio offensivo. Per vincere dobbiamo essere dominanti, io voglio costruire una squadra coraggiosa, offensiva e reattiva, che non lascia pensare gli avversari. Io voglio vincere, ma la qualità del gioco per me è importante. Voglio che i tifosi siano orgogliosi, servirà un’identità forte”.

Fonseca. “Ci serve un attaccante abile negli ultimi trenta metri, sappiamo cosa cerchiamo”

Sul nuovo numero 9 del Milan

“Sappiamo che ci serve un attaccante, stiamo lavorando tutti insieme per trovare quello con le caratteristiche giuste. Se vogliamo giocare molto negli ultimi 30 metri ci serve un attaccante forte in quegli spazi. Sappiamo cosa vogliamo, ci aspettiamo di averlo qui a breve”.

Sui derby e sul gap dall’Inter

“Io posso promettere che lotterò in ogni partita per vincere e con l’Inter non sarà diverso. Loro sono forti, ma noi dovremo giocare con coraggio, senza paura di niente e con l’ambizione di vincere sempre”.

Su Leao

“È un giocatore importante e decisivo. Mi aspetto un giocatore motivato, pronto per dare tutto per la squadra. È ancora giovane e ha la possibilità di imparare ogni giorno, io voglio lavorare per insegnargli altre cose, sempre al servizio della squadra”.

Sul mercato

“La fretta è nemica della perfezione, diciamo in Portogallo. Sappiamo ciò che vogliamo, al momento giusto avremo il giocatore che cerchiamo”.

Sulla difesa

“Ho studiato la squadra, non voglio fare paragoni col passato, ma guardo cosa c’è da migliorare. C’è da migliorare sul piano difensivo perché noi vogliamo costruire una squadra più aggressiva, che tiene gli avversari più lontani dalla porta. Abbiamo dei buoni difensori, non penso sia un problema di qualità individuali. La priorità in questo momento è l’attaccante”.

Sui tifosi e il loro scetticismo

“Voglio far capire loro che noi saremo una squadra ambiziosa, che giocherà sempre per vincere. So qual è la mia responsabilità, so che devo convincerli, ma sono sicuro che ci sosterranno sempre. Tutti insieme saremo più forti”.

Su quanto tempo ci vorrà per vedere le sue idee di gioco in campo

“Mi aspetto di vedere le mie idee di gioco già contro il Torino alla prima giornata. Ovviamente è un processo, anche perché alcuni giocatori arriveranno più avanti. Non saremo perfetti per il debutto, né per il primo derby, ma sono sicuro che qualcosa vedremo”.

Sulle ambizioni di scudetto

“Tutti gli allenatori che arrivano qui lo fanno per vincere e io non sono diverso, mi assumo questa responsabilità senza problemi”.

Su Florenzi

“Io conto su di lui, in questo momento fa parte della rosa e io conto su tutti”.

Fonseca: “Theo Hernandez fondamentale, può servire a destra un terzino più bloccato”

Sui terzini

“Theo è un giocatore fondamentale, molto forte offensivamente. A destra possiamo giocare con un terzino più bloccato in certe partite, ma anche con uno offensivo come lui, dipende dalla partita. Abbiamo diverse soluzioni”.

Su Morata

“Non voglio fare nomi, sappiamo chiaramente che tipo di giocatore vogliamo. Ci serve grande qualità in quella posizione, perché è fondamentale per la squadra. Abbiamo perso Giroud e dobbiamo cambiare, serve un giocatore che dia tanto alla squadra, stiamo lavorando in questa direzione e sono sicuro che lo avremo a breve”.

Sugli infortuni del passato

“Io non ero qui l’anno scorso, ho cominciato a parlare con Milan Lab, siamo al lavoro per averne il meno possibile. Sappiamo che con tante partite e tante competizioni è difficile, ma sono fiducioso che non avremo problemi di questo tipo”.

Sull’esperienza alla Roma

“Io ho una grande passione per l’Italia, ho avuto una grande esperienza a Roma e penso che questo sia un campionato particolare. Ovviamente questo è un contesto diverso, ma conosco bene la Serie A, conosco bene gli altri allenatori e sono prontissimo”.

Sui giovani e su Milan Futuro

“La Serie A è uno dei campionati più duri del mondo, so che in questo momento c’è preoccupazione per il futuro della Nazionale e tanta attenzione sui giovani italiani. Penso che con Milan Futuro stiamo preparando molto bene il futuro di questa squadra, non ho nessun problema nel far giocare dei giovani italiani se hanno coraggio e qualità”.

Su Ibrahimovic

“È un punto di riferimento per tutti noi qui al Milan. Non è importante dirvi quando abbiamo cominciato a sentirci, è importante farvi sapere che c’è stata grande uniformità di idee fin da subito. Siamo tutti fiduciosi nel presente e nel futuro di questa squadra”.

Ancora sulla fase difensiva

“I tanti gol subiti non sono frutto di un problema individuale, ma collettivo. Io come ho detto voglio una squadra più aggressiva e più reattiva, che difende più alta. Dobbiamo trovare un modo di farlo che ci consenta anche di trovare un equilibrio, con l’obiettivo di prendere pochi gol”.

Sul centrocampo

“Io ho un modo di difendere diverso da quello degli anni passati. So che in Italia c’è la tendenza di fare uomo contro uomo, possiamo farlo in qualche situazione, ma io non sono tipo da farlo sempre a tutto campo. Questo cambierà anche l’impostazione dei mediani”.

Fonseca: “Champions? Vogliamo vincere tutte le partite, sappiamo quanto è difficile arrivare in fondo”

Sulla Champions

“Vogliamo andare più avanti possibile. Sappiamo quanto è difficile vincerla, ma abbiamo l’ambizione di vincere tutte le partite. Ovviamente serve anche fortuna, ma scenderemo in campo sempre per vincere”.

Sulla seconda stella

“È una motivazione”.

Sul rapporto con Gerry Cardinale

“Abbiamo parlato, mi ha detto una cosa che mi è piaciuta molto: che il Milan vuole vincere non solo oggi, ma anche domani. C’è un progetto chiaro per il futuro. Questo per me è stato importante. Comunque siamo sempre in contatto, come normale che sia”.

Su Kalulu e gli altri difensori

“Pierre può giocare sia da centrale sia da terzino. Sono felice di averli quasi tutti a disposizione da subito, Theo a parte, perché posso lavorare immediatamente sulla fase difensiva”.

Sui giocatori da valorizzare

“Penso che qui ci sia tanta qualità, abbiamo diverse soluzioni in ogni posizione. Tutti saranno importanti per me, mi piace veder crescere chi lavora con me. Se migliorano i singoli migliora la squadra, io ci tengo a far progredire tutti”.

Sulla scelta di vivere a Milanello

“Per adesso (ride, ndr). È il momento di lavorare tanto, la mia famiglia non è qui al momento, quindi non ha senso prendere un albergo solo per dormire. È più pratico vivere a Milanello, che è un centro bellissimo”.

Di nuovo sull’esperienza a Roma

“Non voglio parlare troppo del passato, sicuramente Roma non è una piazza facile, ma io sono stato molto felice. Porto nel cuore quei momenti, ma ora sono il passato. Ora voglio costruire una squadra che renda felici i tifosi e voglio farlo in modo onesto e sincero, perché è così che vivo la mia vita”.

Ancora sulla scelta dell’attaccante

“Noi sappiamo che vogliamo giocare negli ultimi 30 metri, ci serve un giocatore che sappia farlo, con pochi spazi a disposizione”.