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Milan – Roma: sfida a Stelle e Strisce (e occhi pesti)

serie a enilive 2024 2025: lazio vs milan
PAULO FONSECA SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nel solco della crisi,  Milan – Roma in cerca d’identità

Una delle classiche più attese dell’anno rischia di viver in tono minore in questo ultimo turno del 2024. Crisi eclatanti o crisi di identità che siano, il termine comune descrive bene la stagione delle due compagini. Ma anche se questo MilanRoma da ultimo dell’anno non passerà agli annali come match storico, è proprio nel solco della crisi che diventa stimolante un’analisi comparata, perché di punti di contatto ce ne sono tanti. Su questi prendiamo spunto per il nostro approfondimento.

Il momento

Fida a Stelle e Strisce – come abbiamo titolato – per queste due squadre a gestione statunitense, e gli occhi pesti sono dei tifosi che guardano. Certo i disagi giallorossi sono più eclatanti, con fobie (esagerate) da retrocessione e tripla girandola di allenatori. Ma l’aria di Milanello ad oggi non è meno plumbea, perché i continui alti e bassi hanno comportato una posizione in classifica insipida per una squadra che sulla carta aveva tutti i numeri per dire la sua ai piani alti del palazzo Serie A. A poche ore dalla sfida, forse anche a causa dei numerosi infortuni per la squadra di Fonseca, c’è addirittura un sensazione diffusa che vuole la Roma magari non proprio la favorita dell’incontro, ma sicuramente la squadra che ci arriva con più leggerezza.

Titoli in bacheca o titoli in Borsa?

Andando oltre il momento specifico, questa insoddisfazione che entrambe le tifoserie vivono nei confronti delle proprio squadre rischia con ogni probabilità di contraddistinguere tutta la stagione, salvo miracolose svolte. Ed è proprio sugli obiettivi prefissati dalle due società americane che piovono gli strali. Friedkin e Cardinale sono accomunati da una visione programmatica dei club tipicamente americana, tra merchandising e posizionamento di mercato che sembra mettere in secondo piano l’obiettivo riempimento bacheca dei trofei a fine anno. Il che in Italia non è visto di buon occhio. Il paradosso però è che nella storia recente entrambe i club hanno arricchito la suddetta bacheca dando la sensazione di poter aprire un ciclo. La Conference League di Mourinho e lo scudetto di Pioli (anche se l’avvento di Cardinale è avvenuto sui festeggiamenti) sembrano lontani anni luce, eppure hanno una coccarda americana. Sulle motivazioni di questi cicli disattesi si aprirebbero capitoli troppo lunghi per questa sede, ma l’analogia è intrigante.

Idee contro concretezza

Altre analogie tra le due società sono le dichiarazioni altisonanti di programmazioni a lunga scadenza che fissano il punto di arrivo nel famigerato concetto di “nuovo stadio”. Rivoluzioni copernicane che fino ad ora hanno fatto versare esclusivamente litri di inchiostro virtuale sulle tastate sportive. E poi ci sono tutte le problematiche derivanti da un organigramma poco chiaro nelle assegnazioni dei ruoli cardine che riguardano la rappresentanza, la comunicazione e i ruoli apicali più in generale: quali sono “i volti” di Roma e Milan, chi si assume la responsabilità decisionale?

La differenza 

Nella specularità c’è però una differenza. Le panchine scottano a Roma quanto a Milano, eppure Fonseca resiste laddove a Roma abbiamo già visto tre volti diversi in rapida successione. Le problematiche della Roma sono state certamente più preoccupanti, la classifica lo dimostra, ma in tanti avevano scommesso su un Fonseca partente in più momenti della stagione. Tra l’altro va anche detto che tutte le volte in cui l’allenatore portoghese è stato al limite dell’esonero ha sempre tirato fuori jolly imprevedibili scaturiti in vittorie sorprendenti. L’effetto benefico dell’uomo della provvidenza Ranieri è ormai evidente, in termini di gioco e gradualmente anche di risultati. Oggi è difficile stabilire se anche in casa rossonera verrà adottata una simile politica nel caso in cui Fonseca non riesca a svoltare. Per allontanare un simile scenario, domani sera il Mister portoghese ha un solo risultato possibile.

Serie A, Valenti all’ultimo respiro regala la vittoria al Parma (2-1) | Disperazione Monza

tifosi del Monza ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il Tardini fa da sfondo alla sfida tra Parma e Monza, sfida salvezza valida per la 18a giornata di Seria A, nonché l’ultima del 2024 per le due compagini. I ducali, quattordicesimi in classifica, cercano una vittoria che li terrebbe a dovuta distanza dalla zona rossa. Dall’altra parte i brianzoli, nel giorno dell’esordio in panchina di Bocchetti, necessitano di punti per lasciare quanto prima l’ultimo posto.

Parma-Monza, tante emozioni. Buon esordio per Bocchetti nonostante la sconfitta

Partenza lanciata per gli ospiti che sfiorano subito il vantaggio con Maldini. Nel giro di 10 minuti vengono inoltre annullati due gol alla squadra di Bocchetti, uno a Maldini per fuorigioco di Caprari e uno a Ciurria perché la sfera era uscita dal campo. Il Monza continua a dominare il campo con tanto possesso palla, senza tuttavia riuscire a far male alla squadra di Pecchia, quest’ultima risultata del tutto asettica nei primi 45′. Si va a riposo sul parziale di 0-0. Ad inizio ripresa i crociati alzano la pressione e al 54′ guadagnano un calcio di rigore, con tanto di superiorità numerica per l’espulsione di Pablo Mari. Dal dischetto va Hernani che con un preciso rasoterra fa 1-0 per il Parma. Al 58′ c’è il terzo gol annullato al Monza. Il neo-entrato Djuric colpisce di testa su sviluppi da palla inattiva ma viene pescato in offside. Tante le leggerezze difensive dei brianzoli, ancor di più i falli commessi, tanto che al 75′ viene fischiato un altro penalty al Parma per un fallo di Birindelli su Camara, rigore immediatamente tolto dopo una revisione al Var. Nel finale arriva il pareggio del Monza: cross di Martins alle spalle della difesa, sul secondo palo arriva il neo-entrato Pedro Pereira che col piattone batte Suzuki e fa 1-1. All’ ultimo respiro arriva il nuovo vantaggio del Parma: sugli sviluppi da angolo arriva lo stacco di Valenti che fa 2-1. Vittoria fondamentale per i padroni di casa. Esce tuttavia a testa alta il Monza di Bocchetti che fa un’ottima prestazione.

Parma-Monza, il tabellino 

2-1

Reti: 56′ Hernani rig. (P); 85′ Pereira (M); 98′ Valenti(P).

Ammoniti: 28′ D’Ambrosio (M); 28′ Izzo (M); 34′ Mari (M); 63′ Valenti(P); 69′ Carboni(M); 73′ Birindelli (M); 78′ Hainaut(P)

Espulsi: 54′ Mari(M).

PARMA (4-2-3-1): Suzuki; Hainaut(88′ Almqvist), Valenti, Balogh, Coulibaly; Sohm, Keita(45′ Bonny); Man(71′ Benedyczak), Hernani(67′ Camara), Mihaila; Cancellieri(45′ Valeri). Allenatore: Pecchia. A disposizione: Chichizola, Corvi, Benedyczak, Almqvist, Bonny, Valeri, Camara, Leoni, Trabucchi, Plicco.

MONZA (3-4-2-1): Turati; Izzo, Mari, Carboni; D’Ambrosio, Bondo(74′ Sensi), Bianco, Birindelli(84′ Martins); Ciurria(84′ Pereira), Maldini(57′ Djuric); Caprari. Allenatore: Bocchetti. A disposizione: Pizzignacco, Mazza, Djuric, Sensi, De Almeida, Forson Omari, Maric, Valoti, Petagna, Postiglione, Martins, Colombo.

Empoli – Genoa 1-2: Colpo salvezza per Vieira al Castellani con Badelj e Ekuban

genoa calcio
LA FORMAZIONE DEL GENOA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Primo tempo con un ritmo basso e molto tattico in cui l’Empoli prova a rendersi pericoloso ma il Genoa si difende bene e con ordine.

Gara vivace nel secondo tempo ma la spunta il Genoa

Cambia spessore la partita nella ripresa grazie alla rete di Badelj dopo meno di 60 secondi che sfrutta un pallone ribattuto a pochi metri dalla porta. Al 54′ arriva il rigore per i toscani a causa del fallo su Esposito. Sul dischetto va il numero 99 che però sbaglia per il super intervento di Leali. Il Genoa in contropiede fa paura e lo dimostra al 68′ quando Miretti serve in mezzo Ekuban che, nonostante il disturbo di Ismajli, riesce ad appoggiarla alle spalle di Vasquez. Prova a riaprirla Esposito al 74′ con un’ottima girata di testa sul cross perfetto di Anjorin. Non riesce più a sfondare il club toscano contro un Genoa rinato grazie a Vieira.

Tabellino del match

Reti: 46′ Badelj, 68′ Ekuban, 74′ Esposito

EMPOLI (3-5-2): Vasquez; Goglichidze (71′ De Sciglio), Ismajli, Pezzella; Gyasi, Anjorin (80′ Marianucci), Grassi (71′ Maleh), Henderson (60′ Fazzini), Cacace (80′ Ekong); Colombo, Esposito. All. D’Aversa

GENOA (4-2-3-1): Leali; Norton-Cuffy (39′ Sabelli), Bani, Vasquez, Martin; Badelj (63′ Miretti), Frendrup; Zanoli (63′ Masini), Thorsby (82′ De Winter), Vitinha; Pinamonti (63′ Ekuban). All. Vieira

Arbitro: Antonio Rapuano

Ammoniti: 66′ Thorsby, 81′ Gyasi

Cagliari – Inter, le ultimissime sulle formazioni

inter calcio
YANN SOMMER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Le probabili formazioni di Cagliari-Inter a un’ora dalla sfida

Cagliari (3-5-1-1): Sherri; Zappa, Palomino, Luperto; Zortea, Adopo, Makoumbou, Deiola, Augello; Gaetano, Piccoli. Allenatore: Davide Nicola. Indisponibili: Luvumbo.

Squalificati: nessuno.

Diffidati: Marin.

Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. Allenatore: Simone Inzaghi.

Indisponibili: Acerbi, Pavard, Di Gennaro.

Squalificati: nessuno.

Diffidati: nessuno.

Conte non si fida del Venezia, vuole un Napoli concentrato | Le parole del mister

Conte

Conte parla alla vigilia della sfida tra Napoli e Venezia

L’allenatore del Napoli non vuole cali di tensione, il tecnico pugliese non si fida del Venezia: “Vogliamo chiudere bene per festeggiare bene il primo dell’anno. Sono stati mesi, quelli trascorsi, molto intensi. Vissuti a manetta. L’ambiente è bellissimo, passionale. Allenare una piazza come Napoli ti dà tanto, ma è una piazza molto, molto impegnativa sotto diversi aspetti. Sono contento”.