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Roma, Milano Finanza: Chiesa vicino a vestire la maglia giallorossa

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FEDERICO CHIESA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma, secondo Milano Finanza operazione da 30 milioni di euro

Secondo quanto rivela Milano Finanza la Roma sarebbe molto vicina ad acquistare Federico Chiesa dalla Juventus. La cifra si aggirerebbe intorno ai 30 milioni di euro, manca ancora la firma per l’ufficialità ma fonti vicino al club giallorosso confermano il possibile colpo di mercato. Daniele De Rossi sarebbe entusiasta del suo arrivo, che dal punto di vista tattico sarebbe ideale per il suo gioco.

Marotta: “L’Inter non punta soltanto allo scudetto: partiremo per ottenere il massimo”

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L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELL’INTER GIUSEPPE MAROTTA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il grande lavoro svolto da Beppe Marotta nella sua prestigiosa carriera, che vanta ormai 45 anni di esperienza, è stata condita da innumerevoli riconoscimenti sportivi sia dentro che fuori dal campo, e nella giornata odierna, il neo presidente dell’Inter, ha ricevuto nell’ultimo Consiglio Nazionale del Coni prima dei Giochi di Parigi la Stella d’Oro al merito sportivo.

Marotta: “Sicuramente il riconoscimento più importante della mia carriera”

Un riconoscimento che più che premiare il dirigente per i suoi ultimi obiettivi raggiunti con l’Inter, rappresentano il coronamento di un’intera carriera, in cui l’ex DS della Juve ha rappresentato un modello sportivo da imitare e da cui trarre ispirazione per la sua dedizione e impegno profusi nel lavoro.
Ecco le sue parole:

SUL PREMIO:

“Sono emozionato. Questo è sicuramente il riconoscimento più importante della mia carriera perché nasce nella mia casa, sono nato da ragazzino aiutante di bottega e ho fatto 45 anni di militanza in squadre professionistiche. Sono onorato perchè questo riconoscimento viene da voi, uomini di sport, sono fiero e ringrazio tutti”

RINGRAZIAMENTI:

“Ho avuti grandi maestri come Franco Carraro, quando era presidente della Lega calcio ed io dirigente del Varese. Quindi ho avuto la fortuna di apprendere molto da questi maestri. I valori dello sport mi hanno portato ad ottenere grandi soddisfazioni che trovano coronamento con questo riconoscimento. Auspico che le prossime Olimpiadi possano darvi le soddisfazioni che meritate”.

FUTURO ALL’INTER:

L’Inter non punta soltanto allo scudetto. Il nostro Dna ci impone di competere sempre per vincere, lo insegnano storia e palmares del club. Quindi, con tutto il rispetto per i nostri avversari, partiremo per ottenere il massimo“.

SU INZAGHI:

“Ha iniziato un ciclo qualche anno fa e penso che non siamo arrivati nemmeno a metà. Abbiamo tanta voglia di continuare insieme, perché se lo merita. Siamo felici di lavorare con lui come Simone è felice di lavorare con noi“.

Ag. Kvaratskhelia: “Per il futuro tutto dipende da De Laurentiis. Se vuole il rinnovo, rinnoverà”

khvicha kvaratskhelia ph: fornelli/keypress
Khvicha Kvaratskhelia ph: Fornelli/Keypress

Il Napoli continua a ritenere incedibile Kvaratskhelia. Negli ultimi giorni ci sono stati dei contatti tra l’entourage del georgiano e la dirigenza azzurra per il rinnovo, ed è stata proposta già l’offerta ufficiale, con Kvara che darà una risposta. Il Napoli è sempre rimasto tranquillo sul fatto che il georgiano rimarrà nonostante le offerte del Paris Saint Germain che ha fatto recapitare 200 milioni per lui e Osimhen, con il secco no di De Laurentiis come rivela il Corriere dello Sport.

Agente Kvara: “Kvaratskhelia senza Champions? Allora vuole vincere lo scudetto”

Successivamente l’agente di Kvara Mamuka Jugeli ha rilasciato un’intervista durante gli Europei al giornalista russo Nobel Arustamyan, resa nota solo ora: “Kvaratskhelia senza Champions? Allora ha voglia di vincere lo scudetto. Per il futuro tutto dipende dal presidente del Napoli. Se pensa di vendere Kvara, lo farà, Se vuole il rinnovo, rinnoverà”. Parole sicuramente di apertura alla permanenza in azzurro.

Inter, trovato l’accordo con il Marsiglia per Carboni | I dettagli

Come anticipato le scorse settimane da Ausilio, quest’estate i tifosi dell’Inter non avrebbero assistito a cessioni di big come si temeva, ma nella lista degli incedibili non era mai figurato Valentin Carboni, uno dei prospetti più interessanti del vivaio dei neroazzurri degli ultimi anni, reduce da un’esperienza positiva al Monza in questa stagione.

Inter, Valentin Carboni a un passo dalla Francia

Il giovane attaccante argentino ha attirato a sè, nel corso della passata stagione, gli occhi di svariati club in giro per l’Europa, ma la cifra richiesta da Marotta per il suo baby-fenomeno (35/40 milioni) ha spento l’interesse di molti di essi, ad eccezione del Marsiglia, che nelle ultime ore avrebbe raggiunto un accordo verbale per il giocatore.

Come riferito da Canal+, il club francese avrebbe trovato l’intesa sia con l’Inter che con Carboni, ma il trasferimento potrà essere definito solo dopo la finale di Copa America in cui il calciatore sarà impegnato, in modo da regalare a De Zerbi l’attaccante di cui necessita, in attesa anche di Alexis Sanchez, sempre più vicino al ritorno.

Bonucci: “Addio alla Juventus? Manifestazione di potere di un singolo”

MASSIMILIANO ALLEGRI E LEONARDO BONUCCI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

I tempi del magico tridente difensivo BonucciBarzagliChiellini sono ormai solo un dolce ricordo, che rievoca ai tifosi della Juventus un periodo colmo di successi in patria, in cui la Vecchia Signora era l’indiscussa regina della Serie A, ma insieme al loro calo (naturale conseguenza dell’inesorabile avanzare dell’età) è corrisposto quello della squadra, in cui i bianconeri sono stati spodestati dalle due milanesi.

Bonucci: “Allegri? Per lui un estraneo”

Nonostante la parentesi al Milan e il passato nelle giovanili dell’Inter, la carriera di Bonucci è stata esclusivamente a tinta bianconera, ma stando alla narrazione dell’ex difensore, non ha ben digerito le modalità con cui è stato indotto a lasciare il club in fin di carriera, e al Podcast di Gianluca Gazzoli ‘Passa dal Basement’, ha avuto modo di parlare della suddetta situazione e ha anche svelato alcuni retroscena sul suo trasferimento.
Ecco le sue parole:

L’ADDIO ALLA JUVENTUS:

“Sicuramente è una ferita che rimarrà perché quando dai tanto, ti aspetti anche tanto. E devo dire che la Juve a me ha dato tanto però chiudere in questa maniera è stato veramente un colpo che mai mi sarei aspettato. Che mi ha fatto male. Perché ancora oggi parlarne mi dà un po’ di dispiacere. Vedo altri giocatori che hanno giocato alla Juventus che hanno fatto meno di me ricevere il giusto tributo e io me ne sono dovuto andare quasi scappando perché qualcuno aveva deciso che doveva andare così. È stata la manifestazione di potere di un singolo che non meritavo, perché io se fossero stati chiari avrei anche accettato di andare. Se tutti avessero detto l’anno prima ‘Guarda, qua è finita’, invece a me hanno detto ‘Guarda, noi abbiamo delle priorità rispetto a te, però averti nel gruppo è importante’.”

IL RITIRO:

“Era una decisione presa da diverso tempo. Volevo farlo intorno ai 37 anni e sapendo che c’era l’Europeo avevo programmato che sarebbe stata l’ultima stagione. Non pensavo che sarebbe stata così, il mio sogno era di chiudere la carriera con la maglia della Juventus. Non ho ricevuto il saluto che meritavo per quello che ho dato alla Juve, ho anteposto il club a mia moglie, i mei figli e anche al mio benessere”.

RETROSCENA SUL SUO ADDIO:

“Poi appena arrivato Giuntoli, che non aveva modo di fare diversamente, mi ha detto che non sarei più stato nei piani del club. All’inizio mi sembrava uno scherzo, dopo più di 500 partite ricevere il ben servito in questa maniera…Invece era tutto reale. Non so ancora oggi darmi una spiegazione, o meglio so che è stato un gioco di potere. Mi avrebbe fatto piacere se si fosse conclusa in maniere diversa. E’ stata dura da digerire e la rabbia che avevo dentro mi ha fatto fare scelte sbagliate perché avevo la forza di un contratto firmato per andare contro la Juve, ma alla fine non era la Juve il problema di tutto. Se avessi proseguito la battaglia legale avrei vinto, perché era mobbing. La rabbia era per chi mi aveva messo fuori rosa, non per la Juve. Poi nei mesi successivi ho parlato con Giuntoli, che era d’accordo con me, e mi ha detto che si poteva gestire diversamente. Juve A contro Juve B poteva essere l’occasione giusta per salutare, eravamo tutti felici. L’ultimo rapporto che ho avuto lui (Allegri, ndr) è stata dopo la partita di Udine, anche al centro sportivo non c’è mai stato un confronto in un mese e mezzo, come se fossi per lui un estraneo. Un confronto sarebbe stato il minimo”.

IL TRASFERIMENTO AL MILAN:

“Quando sono andato al Milan l’ho fatto perché non volevo essere un problema all’interno dello spogliatoio. Ho preso quella strada per non fare del male alla Juve per tutto quello che era successo negli ultimi sei mesi della stagione precedenti. Sapevo di dover andare via perché sarei stato deleterio per le squadra, mi conosco. E’ stata una scelta condivisa con allenatore e direttore, che mi hanno venduto a poco per il valore di quel momento. […] L’esultanza allo Stadium? Io ho sempre detto che non capisco chi non esulta contro la sua ex squadra: se sei stato venduto è perché la società ha deciso, non rispetti i tifosi della tua squadra e avevo ricevuto solo fischi e insulti da tutto lo stadio. Non è mai stata una mancanza di rispetto”.

IL MANCATO TRASFERIMENTO ALLA ROMA:

“I tifosi giallorossi dicevano che uno juventino con la maglia della Roma non si può vedere: io sono e sarò sempre juventino, ma quando scendo in campo con una squadra gioco per la maglia che indosso”.

L’ESPERIENZA ALL’UNION BERLIN:

“Pensavo di trovare un organizzazione di un certo tipo. La serenità che ti dava la Juventus lì non esisteva: mi sono muovere da solo per trovare casa e noleggiare la macchina. La cosa mi ha sorpreso, ma devi saperti adattare”.