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Klopp saluta Liverpool: “Ho avuto momenti emozionanti, difficile dirsi addio. In questi anni ci siamo divertiti moltissimo”

Liverpool

Intervenuto in conferenza stampa, Jurgen Klopp, l’allenatore del Liverpool è tornato a parlare del suo addio: “Sì, sicuramente la settimana più intensa della mia vita. Ho detto così spesso addio questa settimana a così tante persone. Sono già grandi momenti. Non dobbiamo far finta che sia una settimana normale, perché non lo è. Ma d’altro canto, guardando la partita, l’ho detto anche questa settimana: sono una persona molto pragmatica e molto spesso cerco di salvarmi”.

Klopp: “C’è molto da fare”

Queste le sue parole: “Questa è l’ultima partita della stagione, sì, e dopo c’è una vacanza: è quello che ho avuto negli ultimi 24 anni. Quindi, tutto come al solito… sapendo che tutto intorno al gioco e durante il gioco sarà completamente diverso. Ieri i giocatori si sono salutati a modo loro, abbiamo fatto una piccola grigliata qui che è stato davvero carino. Martedì ero con lo staff di Chapel Street, ed è stato davvero, davvero carino. Un’altra festa d’addio. Naturalmente nel mezzo ho avuto momenti molto emozionanti.

C’è molto da fare. Non ne sono sicuro, non so esattamente quante magliette ho autografato la scorsa settimana ma ce n’erano diverse, lasciatemelo dire. Non sono sicuro che tutti ora ne abbiano una. Ma fa tutto parte della cosa. Dire addio non credo sia mai bello, ma dirsi addio senza sentirsi tristi o feriti, significherebbe che il tempo trascorso insieme non è stato giusto e non eccezionale. E ci siamo divertiti moltissimo, quindi era sempre chiaro che sarebbe stata dura e so che sarà dura”.

Milan, Van Bommel sorpassa Fonseca | La situazione

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( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sono solo le ultime 2 partite di campionato a tenere ancorato Pioli sulla panchina del Milan, il cui addio sarà ufficializzato con ogni probabilità dopo la sfida con la Salernitana che si disputerà il prossimo weekend, ma nonostante i tempi siano così stretti, il nome del sostituto non è ancora chiaro.

Milan, Van Bommel il preferito di Ibrahimovic

Nella giornata di ieri, il primo indiziato a vestire la giacca rossonera sembrava essere Fonseca, che domani allenerà per l’ultima volta il suo Lille, con il quale ha deciso di non rinnovare per dare priorità al Milan, che però in queste ore avrebbe messo in cima alla sua lista il tecnico dell‘Anversa Mark Van Bommel, come riportato da Tuttosport nell’edizione odierna.

Questa scelta sembra derivare da Zlatan Ibrahimovic, che considera l’allenatore olandese il profilo perfetto per far tornare il Milan in vetta alla Serie A e tra le top d’Europa; resta ancora un’opzione, ma come seconda scelta, Fonseca, che continua a sognare la panchina milanese.

Lazio, doppia sfida di mercato col Bologna | Fabiani ci prova

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IL DIRETTORE SPORTIVO DELLA LAZIO ANGELO MARIANO FABIANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come ormai chiaro da qualche settimana, l’attacco della Lazio subirà un restyling completo, a causa dello scarso rendimento di molti interpreti nella zona alta del campo, come Isaksen e Pedro, e di alcune partenze ormai preannunciate, Felipe Anderson su tutti.

Lazio, il Bologna cerca il sorpasso per i due attaccanti

Tra gli innumerevoli nomi sondati da Fabiani, tra i preferiti ci sono, come riferito dalla Gazzetta dello Sport, i due attaccanti greci Vaggelis Pavlidis dell’AZ Alkmaar e Fotis Ioannidis del Panathinaikos, reduci entrambi da ottime stagioni e motivati a intraprendere un’esperienza in Italia nel club biancoceleste.

A ostacolare il loro arrivo nella Capitale è però il Bologna, che ha messo gli occhi su entrambi gli obiettivi della Lazio per poter costruire un attacco che gli possa permettere di competere in Champions League il prossimo anno.

Roma, chi arriva e chi parte | Le ultime sul mercato giallorosso

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DANIELE DE ROSSI CARICA I SUOI RAGAZZI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Oggi a Roma c’è aria di cambiamento, a causa dell’addio di alcuni giocatori ed altri che potrebbero partire dopo aver ricevuto offerte importanti. Inoltre, c’è anche la questione del mercato in entrata di cui sarà responsabile Ghisolfi.  

Roma, il punto sul mercato

Secondo la “Gazzetta dello Sport”, per far si che la Roma partecipi ad altri livelli di competizione servirà un investimento da almeno 50/60 milioni. Sicuramente partiranno: Rui Patricio, Boer, Spinazzola, Smalling e Karsdorp. Inoltre, finiranno anche i prestiti di Kristensen, Llorente, Huijsen, Lukaku, Sanches e Azmoun. Con questi 11 giocatori la Roma risparmierà circa 30,3 milioni di euro. Oltre a loro, però, se arrivassero offerte importanti potrebbero partire anche Aouar, Zalewski, Celik e Abraham, facendo risparmiare alla società giallorossa 11,5 milioni. Per quanto riguarda gli acquisti, al momento servirebbero: un portiere di riserva, due terzini destri, uno sinistro, un difensore centrale, un centrocampista box to box, un centravanti titolare e un esterno offensivo a sinistra.

L’insostenibile leggerezza della fine: tutti sul carro di Max

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MASSIMILIANO ALLEGRI PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Esonero Allegri, cronaca di un addio annunciato

Quando una storia volge al termine si cercano colpevoli, capri espiatori, cause e motivi della fine. Certamente, non è errato costruire la vicenda per poterne fare un resoconto, da addetti ai lavori, da tifosi e quanto ti contorno. Questo accade anche con una delle figure più chiacchierate della storia recente della Juventus, Massimiliano Allegri. Sin dal suo arrivo, il tecnico toscano, aveva portato una frattura all’interno dei supporters bianconeri, divisi tra nostalgici di un decennio passato, che lo stesso Allegri ha definito, giustamente, come distorsore della realtà odierna, e dall’altra gli strenui avversatori del gioco allegriano. Nel mezzo proprio lui, l’allenatore dei 5 scudetti, chiamato a ricostruire una Juventus molto lontana dai fasti del suo addio. Partiamo dalla prima partita. Udinese-Juventus, 22 agosto 2021, due gol avanti, rimonta e ultimi minuti di Cristiano Ronaldo in bianconero. Un segnale di allarme? La stagione si chiude in maniera neutra con qualificazione alla Champions League e una finale di Coppa Italia persa contro gli acerrimi rivali l’Inter, con la fase centrale costellata di un addio amaro alla Champions League, sogno e ossessione, contro un non proprio irreprensibile Villareal. L’anno dopo, sin dal principio si lasciano presagire le funeste correnti che attanaglieranno il molo della Continassa per tutta la stagione. Gli elementi del disastro ci sono tutti: problemi societari, finanziari, giudiziari, soprattutto, con la Giustizia Sportiva che dà e la Giustizia Sportiva che toglie, infortuni e un Mondiale al centro del campionato. Nelle montagne russe di un anno che sembra infinito, aperto con la disastrosa fase a gironi di Champions League, sempre la tanto agognata coppa, chiusa addirittura al terzo posto, a pari con il Maccabi Haifa, che addirittura si prende lo scontro diretto in Israele, Max è chiamato a fare da parafulmini. Sconfitte amare, come quella di Monza, eliminazioni ancora più aspre eliminazioni da Coppa Italia e, soprattutto, dall’Europa League, portano malumori che si riversano addosso al “responsabile”, Massimiliano Allegri. Cambia la società, il mercato è scarno, ma lui resta in silenzio. Raccoglie il fardello di una Juve da rifare, tra giovani appena sbocciati, caso Fagioli e caso Pogba, e costruisce un girone d’andata da Premio Oscar. Tiene testa all’Inter, mantiene il passo di una squadra costruita per vincere e passa i turni in Coppa Italia. Tutto cambia, in un sabato pomeriggio di gennaio, con un pari contro l’Empoli. La stagione declina, e cala dritta, a picco, verso il basso. La qualificazione alla Champions arriva in affanno, addirittura dopo un pareggio faticosissimo contro la Salernitana, ultima e già retrocessa. Si può salvare: l’esperienza volge al termine, e lui lo sa, c’è ancora qualcosa da poter conquistare. Max arriva a Roma con la consapevolezza del condannato ad un addio certo e costruisce una gabbia insuperabile attorno alla spumeggiante Atalanta. Gasperini non può nulla, arriva un trofeo che manca da tre anni e lo porta proprio il più chiacchierato, Massimiliano Allegri, dopo un finale di gara incandescente fatto di giacche che volano, accuse ad elementi della dirigenza e alterchi con giornalisti. Alla fine paga – e non le sconfitte di Haifa, di Monza, il girone d’andata da horror o le cocenti eliminazioni europei -, paga dopo una vittoria, nello sconcerto di un paradosso giustificato dalla dicitura, giunta in nota, e co sì rilasciata: “L’esonero fa seguito a taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta”. La frattura s’intensifica, una parte con Max, che lo beatifica, l’altra contro, e lui nel mezzo, perché alla fine, nonostante le critiche, ci si è voluti bene, in un pezzo di storia che diventa passato, oltre ogni malumore. Tutti volevano un addio diverso, ma lui lascia una coppa, l’ennesima di uno degli allenatori più vincenti della storia bianconera.