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Paredes sulla Juventus: “Quando sono arrivato a Torino non stavo bene ma ora voglio aiutare la Roma”

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LEANDRO PAREDES GUARDA IN ALTO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Dopo aver sognato per 82 minuti, l’autogol di Gianluca Mancini ha abbattuto il castello di carte dei tifosi della Roma, condannando i giallorossi all’eliminazione dall’Europa League che, grazie alla doppietta di Paredes, sembrava essere ancora in bilico a causa della sconfitta per 2-0 rimediata in casa la scorsa settimana. Allo scadere dei 90 minuti, nel post partita Leandro Paredes ha avuto modo di parlare anche del suo passato alla Juventus.

Juventus, le parole di Paredes sul suo passato in bianconero

Al suo arrivo in bianconero, le aspettative dei tifosi era sicuramente molto alte, ma lo scarso rendimento e le pessime prestazioni dell’argentino hanno fatto ricredere persino la società, che la scorsa estate l’ha ceduto alla Roma, nella quale sembra essere del tutto rinato.

Dopo la super gara di ieri, i giornalisti non hanno esitato a interrogare l’ex PSG a cosa fosse dovuto l’anno negativo avuto in bianconero, e il centrocampista ha risposto così: “Sono arrivato alla Juve in un momento in cui non stavo bene, avevo tantissimo dolore. È andata così e mi dispiace perché volevo fare meglio. Ora sono concentrato sul presente e spero di continuare così ad aiutare la squadra”.

Inter, il PSG insiste per Thuram | I parigini pronti a pagare la clausola

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MARCUS THURAM PENSIEROSO GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Squadra che vince non si cambia. Questa la filosofia che vorrebbe adottare l’Inter in questa sessione di mercato, in cui Marotta e Ausilio faranno di tutto per assicurare ad Inzaghi una rosa più competitiva di quella attuale, soprattutto cercando di trattenere i titolari. C’è però uno degli idoli dei tifosi neroazzurri che potrebbe fare le valigie in estate, e la sua eventuale partenza potrebbe non dipendere direttamente dal volere del club.

Inter, la clausola di Thuram non spaventa il PSG

La grande stagione di Marcus Thuram ha entusiasmato notevolmente il popolo neroazzurro, che hanno visto il sostituto di Lukaku superare notevolmente il belga dello scorso anno; sul contratto che l’ex ‘Gladbach ha firmato la scorsa stagione con l’Inter è però presente una clausola rescissoria di 85 milioni, che, seppur alta, non spaventa di certo le big del calcio europeo.

Negli ultimi giorni si è registrato per il francese un forte interesse del Paris Saint-Germain, che, soprattutto dopo l’inaspettata eliminazione in Champions League per mano del Borussia Dortmund, vorrebbero impreziosire ulteriormente la rosa di Tuchel, e non sarebbe una follia pensare che i parigini possano spendere questa cifra per Thuram, strappandola di fatto all’Inter.

Frosinone-Inter, le scelte di Di Francesco e Inzaghi

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EUSEBIO DI FRANCESCO E MATIAS SOULE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Ancora una squadra in lotta salvezza sul cammino dell’Inter in questa passerella finale dopo la vittoria del ventesimo titolo della sua storia. Questa volta il Frosinone che davanti al proprio pubblico ha bisogno dei tre punti per fare un passo deciso verso la salvezza. Pochi i dubbi rimasti sulle scelte di formazione, soprattutto in casa Frosinone, mentre per Simone Inzaghi spazio a tutti in queste ultime giornate e possiamo aspettarci qualche sorpresa.

Frosinone-Inter, le probabili formazioni

FROSINONE (3-4-2-1): Cerofolini; Lirola, Okoli, Bonifazi; Zortea, Mazzitelli, Brescianini, Valeri; Soulé, Reinier; Cheddira. All. Di Francesco.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, de Vrij, Carlos Augusto; Darmian, Frattesi, Asllani, Barella, Dimarco; Arnautovic, Thuram. All. Inzaghi.

Tudor: “Nessun confronto con Luis Alberto e Zaccagni. Non penso al mercato”

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IGOR TUDOR PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Aspettando la sfida contro l’Empoli di domenica, Igor Tudor ha parlato della gara delle 12:30 ma anche di mercato, e dei casi spinosi di Luis Alberto e Zaccagni.

Tudor: “Non abbiamo fatto analisi di mercato”

Queste le parole riprese da TMW:

Che segnali ha ricevuto dalla squadra questa settimana?
“Abbiamo lavorato bene, vogliamo finire la stagione con queste tre gare e farlo bene. Vogliamo chiudere questo percorso fatto in questi due mesi, la squadra ha lavorato bene, era seria e concentrata, consapevole dell’importanza della gara”.

Si celebrano i 50 anni dello scudetto del ’74, questa squadra può avere quello spirito?
“C’è sempre ispirazione del passato, specialmente con squadre vincenti. Ci sono due scudetti nel passato, bisogna comunque sempre valorizzare quando c’è un successo nel ’74 ed è giusto ricordare”.

Hai le idee chiare su cosa fare in estate sul mercato?
“Sono concentrato su cosa bisogna fare in queste ultime partite, poi ci sarà tempo per pensare al mercato. Non abbiamo fatto analisi su chi è adatto o chi non lo è, qua c’è solo focus sulle gare rimaste”.

È tornato sul pareggio di Monza con la squadra?
“Abbiamo fatto un’analisi giusta come sempre, non è successo niente di più e niente di meno. Abbiamo lavorato su cosa non mi è piaciuto, nell’arco di queste gare che sono tante ci sta farne una più sottotono, d’altra parte avevamo tre punti e mancavano 2-3 minuti alla fine. Credo che siamo sulla strada giusta, c’è solo da finire bene a cominciare da domenica che è una partita importante”.

Si riparte da Immobile dopo il gol di Monza?
“Quello lo dico prima ai giocatori, domani c’è la rifinitura e vedremo chi scegliere”.

C’è stato un confronto con Luis Alberto e Zaccagni? Le piacciono reazioni del genere ai cambi?
“Non c’è niente, io guardo come voi tutti i giorni la televisione e ci sono sempre partite, il calcio lo vediamo tutti e c’è sempre qualcuno che reagisce male al cambio, bisogna stare dentro il limite del comportamento giusto, ma niente di esagerato”.

Cosa non le è piaciuto della sfida con il Monza?
“Monza è il passato, non voglio parlare di Monza perché adesso dobbiamo pensare all’Empoli. Abbiamo lavorato sul lavoro con il blocco basso, sulla costruzione del gioco, su come marcare nei cross dentro l’area e l’attacco dello spazio. Su questo abbiamo lavorato in vista di domenica”.

La Lazio sta perdendo terreno con le squadre che fanno bene in Europa come Atalanta, Roma e Fiorentina?
“Sono concentrato nella mia vita da allenatore e da uomo sempre sul presente, non faccio paragoni con le altre e fare programmazioni non mi appartiene, non penso che porti a niente. Devi crescere giorno per giorno, è una sfida con te stesso come calciatore e come uomo. Se si migliora allora si raggiunge l’obiettivo, se sei bravo nel tuo lavoro si va avanti, poi si vede dove ti porta quel lavoro. Meno guardi gli altri nella vita e meglio è, si vive meglio e puoi concentrarti più su te stesso”.

Sta riflettendo sui tanti punti persi da situazione di vantaggio?
“Da quando sono arrivato io la Lazio era prima in classifica con Inter e Atalanta. L’Inter ha vinto lo scudetto e l’Atalanta è in finale di Europa League. Firmerei per avere questo rendimento per i prossimi dieci anni”.

Come si gestiscono Mandas e Provedel?
“Vanno dette due cose, Mandas ha fatto molto bene ed è un giovane di prospettiva, è un ragazzo che ci ha dato in queste gare però Provedel è il nostro numero uno. Sta tornando da un infortunio importante, è in netta crescita. Per questa partita non è ancora pronto, però è a buon punto”.

Come stanno gli infortunati da Gila a Casale e Patric?
“Oggi si sono allenati, Gila vediamo se può tornare domenica o comunque ci sarà sicuramente contro l’Inter”.

In questo club vede l’ambizione di migliorarsi?
“Rispondo veloce, l’ambizione ci deve essere sempre, altrimenti come si fa in questo mestiere? Come ho detto prima, dobbiamo pensare a crescere singolarmente senza fissarsi degli obiettivi. Avere un obiettivo così senza crescere non serve a nulla”.

Pioli: “Vogliamo una vittoria, secondo posto obiettivo importante. Non commento le parole di Maldini”

Milan Atalanta, risultato, tabellino e highlights
STEFANO PIOLI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Cagliari, Stefano Pioli, tecnico del Milan, ha parlato di tanti argomenti tra scui la sfida di San Siro.

Pioli: “Ranieri un signore. La squadra sta bene”

Queste le parole riprese da Milanews.it:

Mister tutti noi, tutti i tifosi hanno veramente voglia di vedere il Milan tornare a vincere dopo la gara casalinga contro il Genoa. Domani lo facciamo?
“E’ così. E’ quello che vogliamo volere anche noi, per tanti motivi, perché è troppo lungo il periodo dal quale arriviamo senza una vittoria. Perché il secondo posto credo che comunque sia un obiettivo importante e non è del tutto conquistato, e quindi. Perchè siamo dei professionisti, per orgoglio e rispetto per il nostro club, per i nostri tifosi e tutte le motivazioni che ci sono dentro questa partita”.

Un paio di curiosità, la prima tornando indietro di qualche giorno: l’intervista di Florenzi è stata molto bella. Parlando del tuo lavoro ha detto spesso che sei sembrato essere quasi un parafulmine per la squadra, ti sei preso troppe critiche, solo noi che lo conosciamo bene sappiamo quanto sta soffrendo in questo periodo. Allora ti chiedo ci vuoi raccontare qualcosa in più, se vuoi rendere pubblico come stai vivendo, come stai sentendo questo ultimo periodo?
“Io l’unica cosa che mi darebbe fastidio – e non mi sta dando più fastidio niente – è se la squadra non avesse le giuste motivazioni per finire bene il campionato. Questa è l’unica cosa che mi interessa e della quale sono preoccupato. Come sto io non conta, nel senso che sono concentrato su queste ultime partite, poi alla fine del campionato incontrerò il club e si deciderà quello che sarà il nostro futuro. Ma credo che nella figura dell’allenatore, nel mio ruolo c’è anche fare il parafulmine, proteggere la squadra, proteggere il club perché le responsabilità ci sono tutte e questo non è mai stato un problema per me”.

La squadra è pronta a questo finale di stagione? E poi Giroud, Jovic, puo’ darci qualche indicazione, chi sta meglio?
“La squadra sta bene. E’ chiaro che siamo comunque nel finale di una stagione comunque lunga, impegnativa e complicata, e ci può essere chi ha un po’ più di energie, chi un po’ meno, chi sta un po’ meglio, chi un po’ meno, quindi cercherò di scegliere quei giocatori che credo che abbiano le energie, la condizione migliore possibile per provare a mettere in campo una partita giusta, di qualità di concentrazione per provare a vincere la partita di domani”.

Il Milan vuole tornare a vincere, difronte però un Cagliari che vuole punti pesanti per la salvezza e forse non si sottolinea ababstanza il lavoro fatto da Ranieri a Cagliari, che è riuscito a risollevare una squadra che tutti davano per scontata
“Stiamo parlando di un grandissimo allenatore che ho avuto la fortuna di avere da giocatore. Io ho avuto tre maestri. Trapattoni, Bagnoli e Claudio. Claudio è un top, in tutto. Come stile, come signorilità, come capacità di motivare, come capacità di allenare. Dove è sempre andato ha sempre fatto un ottimissimo lavoro, ha sempre ottenuto grandissimi risultati, quindi lui sa quanto lo stimi, ma sa anche che la partita di domani sarà importante per loro ma è molto importante anche per noi quindi ci aspettiamo di fare bene”.

Condividi questa preoccupazione dei tifosi che domani continueranno a scioperare? E cosa ti senti di dire e se ti ha fatto un po’ effetto vedere quella curva vuota
“Io credo che il club abbia dimostrato in questi anni di saper lavorare e poter essere ambizioso. Poi ripeto, credo che tutti insieme dobbiamo provare a finire nel migliore dei modi questo campionato, poi il club proverà a dare delle risposte giuste al momento opportuno”.

Paolo Maldini ha parlato della gestione della quotidianità, anche dei momenti difficili. Io faccio ancora riferimento al termine utilizzato da Florenzi ‘parafulime’. E’ stato più difficile quest’anno avere meno supporto da quel punto di vista? Mercoledì abbiamo vissuto un momento molto milanista tifosi-Leao. Per vedere sorridente così Leao anche in campo, cosa serve?
“Per quanto riguarda le dichiarazioni di Paolo non penso che debba essere io a commentare le sue dichiarazioni. Io credo che in linea generale i meriti ed i demeriti di una stagione vengono sempre comunque condivisi fra l’allenatore, il club, i giocatori, fra quelli che poi sono gli artefici dei risultati positivi e negativi. Per quanto riguarda Leao, per essere sorridente, penso che voglia fare bene, segnare ed aiutare la squadra a fare gol. Penso che la squadra voglia questo”.

Prima ha parlato che le darebbe fastidio se qualche giocatore non fosse connesso al 100% in queste ultime partite. Sappiamo che tanti avranno competizioni internazionali, Copa America ed anche l’Europeo. C’è qualcuno che andrà in gestione o che magari qualche chiacchiera privata, soprattutto per quelli con l’età un po’ avanzata, penso a Giroud, o chi ha tanti problemi fisici, penso a Maignan, se c’è stato qualche chiacchiera di preservaazione sempre con rispetto del Milan che viene prima
“No. Anzi ho dato la possibilità a loro, sanno dov’è il mio ufficio. Ad inizio settimana ho detto che il mio ufficio è sempre lì, e quindi chi, senza fare altri discorsi, chi si sente di aver già dato tutto, chi si sente un po’ stanco, meno energico, chi non si sente di essere in grado di poter aiutare la squadra l’ufficio era aperto, ma nessuno si è presentato. Quindi ho visto le cose che volevo vedere in settimana, poi dopo domani metterò in campo la squadra che penserò sia la migliore. Inizio con i cambi migliori per poi poterla migliorare durante la gara”.

Avendo visto ieri le partite di Europa League, detto molto sinceramente, visto che sei stato preso un po’ in giro per quella frase rispetto a Real e City, secondo te, il Milan, obiettivamente, non è lontano da quei vertici che hanno toccato, oltre alla Roma, anche il Bayer Leverkusen e l’Atalanta
“Sono stato anche preso in giro perché avevo detto che l’Atalanta era una delle favorite per la vittoria dell’Europa League. Io mi riferivo al fatto che solamente un anno fa noi eravamo arrivati alle semifinali di Champions, e poi il fatto  di essere stati eliminati dall’Inter aveva fatto diminuire l’importanza di aver raggiunto un traguardo così importante. Se mi parli di quest’anno, quest’anno abbiamo dimostrato di essere chiaramente lontano da queste squadre, ma credo che il Milan in futuro, in base agli investimenti che potrà fare, io credo che questa sia una buona squadra, ma non voglio però andare sui discorsi del futuro perché penso che per me sia più importante essere concentrato sulla partita di domani, sul finale di campionato e poi sul futuro vedremo. Non siamo però lontani dall’Atalanta. Il rimpianto di quest’anno sono state le due partite con la Roma, nel modo più assoluto, perché potevamo andarci anche noi in semifinale con il Bayer Leverkusen. Che poi avevo detto che queste due arrivavano in finale è perché le qualità della squadra e degli allenatori sono alte”.

L’Atalanta ha ufficialmente annunciato che riscatterà De Ketelaere. C’è una spiegazione al rendimento scadente dell’anno scorso e al rendimento invece molto positivo di quest’anno?
“Penso che possano essere due, per quello che posso sapere io. Charles l’anno scorso era la prima stagione in un campionato diverso, difficile, molto competitivo. Ha sofferto sicuramente questa novità. Quindi quest’anno si è ritrovato con un’esperienza superiore, in un ruolo che probabilmente è più adatto a quelle che sono le sue caratteristiche”.

Non aveva mai pensato di cambiargli ruolo?
“No perché avevamo altri progetti”.

Secondo lei si è creato una sorta di nodo mentale difficile da sciogliere a questo punto della stagione o si può ancora lavorare sulla testa dei giocatori?
“Per fortuna siamo essere umani ed anche noi viviamo di emozioni, positive e negative. E’ chairo che l’uscita dall’Europa League ed aver perso l’ennesimo derby sicurametne hanno pesato tanto sul nostro morale. Non credo però che non ci sia stata la reazione, onestamente, poi che non abbiam fatto delle partite top, sì, ma no che non ci sia stata reazione perché sennò non avremmo pareggiato con la Juve, non avremmo ripreso un risultato difficile, con un inizio difficile contro il Genoa. Quindi seconod me la reazione c’è stata. E’ chiaro che tutti noi speravamo in un qualcosa di più”.

In queste ultime tre partite sta pensando magari di dare la possibilità a chi ha giocato meno?
“E’ normale che chi ha giocato di più può essere meno brillante, chi ha giocato un po’ di meno può essere che sia un po’ più brillante. Fisicamente ed anche mentalmente, ma non a livello di motivazione, perché mentalmente avendo giocato meno hai sofferto e subito meno altre situazioni. Può essere tutto. Un allenatore mette sempre in campo quella che gli possa garantire i risultati. Domani farò questo”.

Su quanto i giocatori influiscano nello stile di gioco
“L’allenatore da un’idea e dei principi di gioco, le caratteristiche dei giocatori poi interpretano queste caratteristiche. Non siamo mai stati difensivisti, non voglio esserlo. Questo non vuol dire che dobbiamo prendere sempre quei gol. Siamo una squadra che vuole segnare sempre un gol in più degli altri, questo sì”

Sul Borussia in finale
“Le competizioni europee sono difficili da prevedere, essere al top nella partita singola o nel doppio confronto fa la differenza. Guarda la classifica del Dortmund in campionato. Hanno saputo sfruttare le occasioni che hanno avuto. Potrei dire che se Oli avesse segnato il rigore col Dortmund forse avremmo avuto un grande risultato, ma la realtà è che loro ci hanno battuto”

Che tipo di approccio si aspetta dal Cagliari?
“Con la palla è una squadra diretta. Di solito non palleggia tanto perché verticalizza tanto. In fase difensiva ha cambiato un po’. Ranieri è un allenatore molto capace, saprà preparare molto bene la partita, e noi dovremo essere in grado di preparare la partita, ed oltremodo di saper leggere queste situazioni”

Sulla condizione di Kalulu e Bennacer
“Mi sembra che stiano bene, Isma sta ritrovando ritmo, Pierre sta bene ma non è al 100%. Sono pronti entrambi per giocare”

Sulla fase difensiva di quest’anno
“Rispetto ai numeri che abbiamo, per i tiri che abbiamo concessi, abbiamo subito troppi gol. Vuol dire che abbiamo commesso qualche errore di troppo”