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Sacchi: “Napoli, troppo poco per questo Barcellona. L’Inter deve essere padrona a Madrid”

Nella sua analisi per la Gazzetta dello SportArrigo Sacchi è tornato sull’eliminazione dalla Champions del Napoli di Calzona, tracciando un paragone con l’Inter di Simone Inzaghi, in campo stasera al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid.

“Troppo Barcellona per questo Napoli. Anche se sono imbottiti di giovani con poca esperienza internazionale, i catalani hanno dominato il campo. Alla fine è passata la squadra più forte e quella che ha giocato meglio nell’arco delle due sfide. La squadra di Calzona ha mostrato incertezze in difesa, dove si è spesso fatta sorprendere perché la linea non era ben organizzata e ben posizionata.”

Sacchi: “Osimhen e Kvara poco partecipi, così non si fa male al Barcellona”

Poi l’analisi tattica del match, concentrandosi sui giocatori cardine della squadra partenopea: “A centrocampo il solo Lobotka ha faticato parecchio contro i palleggiatori di Xavi. Tuttavia ciò che ha maggiormente sorpreso è stata la poca partecipazione alla manovra di Kvara e di Osimhen, i due elementi più attesi. Su di loro si concentravano molte delle speranze del Napoli. È vero che sono stati serviti poco, ma è altrettanto vero che loro si sono mossi poco e male. Kvara aspetta sempre il pallone da fermo, e così facendo diventa un bersaglio facilmente arginabile dagli avversari. Osimhen, di testa, l’ha presa una volta sola e, in generale, ha attaccato poco gli spazi alle spalle dei difensori e si è offerto raramente al passaggio.

Troppo poco se si vuole pensare di creare problemi al Barcellona, che non è ancora il grande Barcellona dei tempi di Guardiola ma è pur sempre una squadra che conosce i principi del calcio moderno. Sempre corti, sempre pronti a muovere velocemente il pallone, sempre disponibili al pressing, i catalani si sono dimostrati superiori. Peccato, perché comincia con un passo falso la due-giorni delle italiane in terra di Spagna.

Poi sull’Inter: “Esame di maturità importante, deve imporre la propria mentalità vincente”

“Questa sera per l’Inter sarà un autentico esame di maturità. Dopo l’1-0 dell’andata a San Siro, dovrà fare una prestazione di notevole spessore per superare l’Atletico Madrid e qualificarsi ai quarti di finale. Bisogna presentarsi a Madrid con una mentalità vincente, da assoluti padroni”

Serie A, le designazioni della 29esima giornata: Inter-Napoli a La Penna, Roma-Sassuolo affidata a Manganiello, Mariani per Verona-Milan

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Maurizio Mariani ph: Fornelli/Keypress

Sono uscite le designazioni arbitrali della 29esima giornata di Serie A in programma questo week end. Il big match della domenica sera Inter-Napoli affidato a La Penna con gli assistenti Berti e Perrotti, quarto uomo Feliciani, al Var ci saranno Di Paolo e Valeri.

Serie A, tutte le altre designazioni arbitrali della 29esima giornata

Empoli-Bologna: Fabbri, assistenti: Mokhtar – Dei Giudici IV: Fourneau Var: Serra – Mazzoleni

Monza-Cagliari: Marcenaro, assistenti: Pagliardini – Di Giacino IV: Bonacina Var: Paterna –  Aureliano

Udinese-Torino: Colombo, assistenti: Valeriani – Yoshikawa IV: Di Marco Var: Marini – Guida

Salernitana-Lecce: Maresca, assistenti: Costanzo – Passeri IV: Marchetti Var: Valeri – Sozza

Frosinone-Lazio: Rapuano, assistenti: Bercigli – Garzelli IV: Baroni Var: Abisso – Di Paolo

Juventus-Genoa: Giua, assistenti: Bresmes – Scarpa IV: Di Bello Var: Aureliano – Guida

Verona-Milan: Mariani, assistenti: Preti – Cecconi IV: Massimi Var: Mazzoleni – Marini

Atalanta-Fiorentina: Sacchi, assistenti: Del Giovane – Moro IV: Camplone Var: Irrati – Paterna

Roma-Sassuolo: Manganiello, assistenti: Bindoni – Tegoni IV: Collu Var: Sozza – Abisso

 

Lazio, Sarri con il Napoli nel destino | Quale futuro per il tecnico?

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MAURIZIO SARRI PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Destini incrociati quelli di Maurizio Sarri e Rafa Benitez. I due ex allenatori del Napoli si sono ritrovati liberi dagli incarichi nello stesso giorno. Mentre lo spagnolo è stato esonerato perché il suo Celta Vigo è penultimo in classifica, il napoletano, invece, si è dimesso dalla Lazio per una serie di ragioni. Il Napoli cerca un allenatore per la nuova stagione, il tecnico toscano d’adozione si piazza subito primo in lista. Anche Benitez ha la stima di AdL.

Lazio, Sarri già pronto per un futuro a Napoli?

I giornali ipotizzano già per un ritorno di Sarri a Napoli. Il Mattino dà per certo un suo piazzamento da primo in lista per il dopo-Calzona. Il Comandante, che ieri ha presentato le dimissioni alla Lazio, dopo una deludente sconfitta contro l’Udinese, avrà bisogno di una nuova sfida nella prossima stagione. L’ultima decisione spetta al patron De Laurentiis. Il passato non è stato sempre semplice lavorare insieme. Sarri, d’altra parte, ha bisogno di un po’ di riposo, ma Napoli resta nel suo cuore e lui è nel cuore del presidente. Sarri può tornare a Napoli, è un’opzione concreta ma le valutazioni verranno fatte tra qualche mese e solo dopo aver capito l’impatto ed i risultati di Calzona, al momento altalenanti.

Milan, Kalulu: “Rientro a San Siro incredibile. Penso all’Europeo”

Kalulu
PIERRE KALULU IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Domani alle 18:45 il Milan si gioca il passaggio ai quarti di finale di Europa League con lo Slavia Praga. Da Milanello Pierre Kalulu ha parlato ai microfoni di SportMediaset, trattando diversi argomenti a partire dal suo infortunio fino al finale di stagione del Milan. La prima domanda è sul ritorno in campo con l’Empoli: “Aspettavo questo momento da tre mesi. Dopo l’infortunio per due settimane non guardavo più il calcio. Ho dovuto aspettare per riniziare a lavorare. Il rientro è stato come lo immaginavo: San Siro pieno, un momento incredibile. Per me è stato il primo infortunio serio, ero fuori da ottobre. Ero motivato a lavorare per tornare al meglio“. Sul suo stato di forma attuale dichiara: “Sono al 100%. Ho lavorato tantissimo per recuperare. Sono pronto a dare il massimo”.

Kalulu: “Vogliamo vincere ogni partita. Penso all’Europeo”

Alla domanda sugli obiettivi del Milan per il finale di stagione risponde: “Quando rientri da un infortunio hai ancora più fame di vittoria. Poi se sei il Milan devi sempre vincere, sia in campionato sia in Europa League. A Praga andiamo per vincere e passare il turno“. Sulle prospettive personali e in campionato dice: “Voglio segnare un gol da qui a fine stagione. In Serie A siamo secondi e così dobbiamo arrivare“. L’ultima domanda è su una sua possibile convocazione all’europeo con la Francia in estate: “Sicuramente ci penso, ma vado step by step: rientrare bene, giocare molte partite, riprendere il ritmo. Poi si vedrà”.

Samardzic: “Zero rimpianti sull’Inter. Ferito dagli insulti a mio padre”

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Lazar Samardžić in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’Inter e Samardzic avevano quasi concluso la trattativa, non si parlava d’altro sui giornali, poi qualcosa è andato storto. A raccontare tutto è Lazar Samardzic, attuale centrocampista dell’Udinese, il quale ha rilasciato alcune dichiarazioni a Cronache di Spogliatoio in cui ha raccontato il suo trasferimento all’Inter saltato in estate 2023.

Samardzic: “Non ho rimpianti per l’Inter, ma ho sofferto per gli insulti infondati a mio padre”

Il giovane serbo ha dichiarato: “Mi hanno ferito però quei tifosi che mettevano in cattiva luce mio padre, che lo insultavano dicendo che pensava soltanto ai soldi, che mi rovinava la carriera. Niente che fosse più distante dalla realtà. Ci siamo parlati molto in quei giorni. E alla fine, dopo tutto quel caos, mi sono guardato dentro e ho capito che non avuto alcun tipo di rimpianto per com’è andata la vicenda, di non essere andato all’Inter. Sono cresciuto da quella situazione, un momento che ho vissuto e che mi ha fatto male”.

Il centrocampista 22enne poi dice: “Posso dire che quando vieni preso di mira dagli haters, non devi né cadere né mollare. Piuttosto prendila sul ridere, perché è normale che accada purtroppo. Deve darti delle positive vibes per ribaltare la situazione. Se a loro non va bene e sentono che devono insultarti, sappi che ci sono altrettante persone pronte a sostenerti. Infatti quando sono rientrato a Udine per allenarmi, nessuno me l’ha fatta pesare. Anzi, mi hanno accolto con il sorriso. Non era successo niente. Ed era ciò di cui avevo bisogno. Ne sono uscito più grande, questo sicuramente”.