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Valencia-Barcellona, le ultimissime sulle formazioni

Barcellona

Blaugrana a caccia di una vittoria sul campo del Valencia. Xavi opta per la difesa a quattro con Araujo e Christensen centrali, sostenuti da Koundé e Cancelo sulle corsie laterali. Pedri, Romeu e Gündoğan in mediana. In avanti, ai lati della punta, Robert Lewandowski, spazio a Raphinha e Joao Felix. Tra i pali ancora Iñaki Peña.

Le probabili formazioni:

VALENCIA (4-4-2): Mamardashvili; Thierry, Mosquera, Cenk, Gayà; Pepelu, Diakhaby, Diego López; Foulquier, Fran Pérez, Hugo Duro. All. Baraja.

BARCELLONA (4-3-3): Iñaki Peña; Koundé, Araujo, Christensen, J.Cancelo; Pedri, Romeu, Gündoğan; Raphinha, Lewandowski, Joao Felix. All. Xavi.

Napoli-Cagliari, le scelte di Mazzarri e Ranieri | Le formazioni

Andre' Zambo Anguissa ph: Fornelli/Keypress
Campioni d’Italia in campo con il 4-3-3. Natan ancora sulla fascia, a completare il quartetto difensivo con Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus. In mezzo al campo Anguissa, Lobotka e Zielinski. In avanti, ai lati di Osimhen, spazio a Politano e Kvaratskhelia. Ranieri opta per il 4-3-1-2. Difesa affidata a Zappa, Goldaniga, Dossena e Augello. In mezzo al campo Nandez, Prati e Makoumbou. In attacco, alle spalle di Luvumbo e Petagna, dentro Viola.

Le probabili formazioni:

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Natan; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Mazzarri.
CAGLIARI (4-3-1-2): Scuffet; Zappa, Goldaniga, Dossena, Augello; Nandez, Makoumbou, Prati; Viola; Luvumbo, Petagna. All. Ranieri.

Roma, Souloukou: “Abolizione Decreto Crescita penalizza il calcio” | I dettagli

Mourinho
JOSE MOURINHO CON I GIOVANI DELLA PRIMAVERA JOAO COSTA, RICCARDO PAGANO, NICCOLO PISILLI E MARTIN VEKTAL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lina Souloukou, CEO dell’As Roma, ha rilasciato una lunga intervista a Il Sole 24 Ore. Tanti i temi trattati dalla dirigente, a partire dalla possibile abolizione delle agevolazioni del Decreto Crescita per i club.

«Abolire le agevolazioni fiscali del Decreto Crescita significherebbe mettere in discussione le basi della competitività a livello internazionale del nostro calcio e penalizzerebbe fortemente la crescita economica dell’intero movimento, con conseguenze sull’economia del paese. Il “sistema calcio” è un volano fondamentale per il Pil nazionale, in grado di generare effetti diretti su turismo, ristorazione e settore alberghiero. Un dato è emblematico: dall’entrata in vigore del Decreto Crescita l’impatto sul Pil è aumentato da 10 a 11,1 miliardi. Oltretutto per lo Stato ci sarebbe un danno dalle modifiche alle agevolazioni per gli sportivi professionisti, che determinano l’ingresso in Italia di maggiori redditi imponibili e, quindi, di maggiori imposte. Sommando questi effetti positivi si può affermare che i benefici fiscali non determinano perciò una riduzione del gettito erariale, bensì un aumento».

Si tratta di un danno per la crescita dei giovani calciatori italiani?

«No, direi che basta analizzare i risultati delle nazionali giovanili tra il 2022 e 2023, con l’Under 19 che ha ottenuto il titolo europeo. Peraltro credo che l’esempio della Roma sia emblematico: abbiamo puntato su un blocco di calciatori italiani per dare una identità precisa alla squadra. Ma allo stesso tempo, grazie anche al decreto crescita, abbiamo chiuso operazioni di mercato molto complesse. L’eliminazione dei benefici fiscali per gli sportivi professionisti determinerebbe una grave perdita di competitività nei confronti di campionati al momento più attraenti ma anche di realtà di pari livello in cui gli sportivi godono di agevolazioni fiscali o di mercati emergenti in cui non è previsto il pagamento di imposte sui redditi. È l’unico vantaggio che abbiamo».

Come giudica lo status in generale del calcio italiano?

«Dal punto di vista sportivo la maggiore competitività è un dato di fatto. La Roma ha permesso all’Italia di tornare a vincere una competizione europea dopo 13 anni e un anno dopo è arrivata in finale di Europa League. Ma se allarghiamo lo sguardo a livello nazionale, non possiamo dimenticare da quanti anni l’Italia non portava due squadre in una semifinale di Champions e tre club nelle finali europee nella stessa stagione. Credo che il nostro primo compito sia quello di lavorare per porre basi solide, dal punto di vista regolamentare e infrastrutturale».

A che punto si trova il progetto stadio?

«Stiamo lavorando alla consegna del progetto definitivo del futuro stadio di proprietà, che ha già ricevuto l’attestazione del pubblico interesse dalle istituzioni di Roma Capitale. L’amministrazione capitolina ha promosso un passaggio importante, quello del dibattito pubblico per coinvolgere le diverse espressioni della società locale: lo spirito che ha animato questo progetto, sin dall’inizio, è stato quello di lavorare accanto al Campidoglio. Lo abbiamo fatto dalla scelta dell’area in poi e, adesso, attendiamo di capire quali indicazioni emerse dal dibattito pubblico possano essere utili per la stesura del progetto definitivo».

L’ultimo bilancio della Roma segna un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: 
«È il frutto di un lavoro avviato da tempo: quando si parla di calcio sostenibile sembra sempre che si voglia parlare per slogan ma in realtà l’aumento dei ricavi di circa 70 milioni e la riduzione dei costi di oltre 54 milioni rappresentano un risultato tangibile della strategia messa in atto dall’arrivo della famiglia Friedkin. Ora è chiaro che avere alle spalle un gruppo cosi solido, e animato da una passione così grande per la Roma e per Roma, costituisca una grande opportunità, ma l’obiettivo nel medio/lungo termine non può che essere quello di garantire al club sempre più successi e autonomia economica».

In quali aree investirete?
«Il settore giovanile rappresenta sempre di più un punto fermo della nostra strategia complessiva. Poi è evidente che voci di bilancio già largamente positive, come i ricavi da biglietteria o quelli relativi alle sponsorizzazioni o alle vendite dei negozi, saranno sempre più prioritarie nelle nostre strategie fuori dal campo: strategie che puntano a un rafforzamento del brand in Italia e all’estero. Il recente accordo per lo sponsor di maglia con Riyadh Season rientra nella visione di una proprietà attenta al legame con la città e, allo stesso tempo, con una forte vocazione internazionale».

 

Verso Lazio-Inter | Statistiche e precedenti tra biancocelesti e nerazzurri

Immobile e Lautaro Martinez
CIRO IMMOBILE E LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio e Inter si preparano alla sfida di domenica sera, un altro capitolo di questa rivalità che nel corso degli anni ci ha regalato tantissimi incontri indimenticabili e pieni di emozioni.

Sarà infatti il 183esimo incontro tra le due compagini, con la Lazio che ha ottenuto 48 vittorie contro le 75 dell’Inter, nonostante i numeri a favore dei nerazzurri, questo incontro nel corso della storia ha regalato momenti memorabili ai biancocelesti, come la vittoria per 4-1 nel 1995, uno dei risultati più larghi tra gli incontri di queste due squadre.

Olimpico fortino Lazio | L’ultima sconfitta nel 2018

L’ultima sconfitta per la Lazio in casa contro l’Inter risale al 29 ottobre 2018, quando i nerazzurri trionfarono per 0-3 con una doppietta di Icardi. Dopo quella partita i biancocelesti hanno inanellato una serie di quattro risultati utili consecutivi, con un pareggio e tre vittorie, l’ultima arrivata nella scorsa stagione per 3-1 con le reti di Felipe Anderson, Luis Alberto e Pedro.

Come arrivano le due squadre

Negativo il momento della squadra di Maurizio Sarri proveniente dalla sconfitta, seppur ininfluente, a Madrid contro l’Atletico, e dal pareggio esterno rimediato a Verona contro l’Hellas. Lazio dunque alla ricerca di una vittoria che invertirebbe questo trend e darebbe un grande sospiro di sollievo in vista dei prossimi impegni.

Diversa la situazione dei ragazzi di Inzaghi, che in campionato arrivano dopo la roboante vittoria in casa per 4-0 contro l’Udinese e dalla grande vittoria esterna al Maradona contro il Napoli per 0-3, piccolo passo falso in settimana contro la Real Sociedad con uno 0-0 che ha negato il primo posto nel girone ai nerazzurri.

Sebbene le statistiche forniscono un quadro generale, il calcio è imprevedibile. Tutto è pronto per un nuovo scontro che potrebbe ribaltare le tendenze di una stagione e garantire una partita emozionante.

Verso Bologna-Roma, Mourinho ha le scelte obbligate | Le ultime

Mourinho
L’URLO DI JOSE MOURINHO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Roma di Josè Mourinho si sta preparando in vista della sfida con il Bologna in quello che è una sorta di spareggio Champions momentaneo. Lo Special one ha le scelte obbligate viste le numerose assenze: alle squalifiche di Lukaku e Zalewski e l’infortunio di Dybala si è aggiunto ieri Aouar che ha rimediato un fastidio all’adduttore sinistro.

Le possibili scelte di Mourinho

Dopo il turnover contro lo Sheriff tornerà Rui Patricio in porta insieme ai tre di difesa: Mancini, Llorente e Ndicka. A centrocampo partiranno Paredes e Cristante, mentre Pellegrini partirà titolare e potrà giocare sia da mezz’ala che da supporto alla punta. Sulla fascia destra ci sarà Kristensen, mentre sulla sinistra attualmente figura Celik. In avanti ci sarà Belotti che dovrà caricarsi sulle spalle i giallorossi in un momento di difficoltà dovuto alle assenze.

La probabile formazione:

Roma (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Kristensen, Cristante, Paredes, Lo. Pellegrini, Celik; El Shaarawy, Belotti. Allenatore: Josè Mourinho.