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Coppa Italia: Fiorentina-Parma, le scelte di Italiano e Pecchia

Fiorentina
VINCENZO ITALIANO PUNTA IL DITO ph: Keypress

Fiorentina in campo con il 4-2-3-1. Italiano sceglie il turnover per la gara casalinga di Coppa Italia contro il Parma. Mina e Martinez Quarta centrali difesa, con Pierozzi e Parisi sugli esterni. Centrocampo affidato a Maxime Lopez e Mandragora. In avanti, alle spalle della punta, Nzola, spazio a Ikoné, Barak e Brekalo. Tra i pali torna Christensen. Nel Parma torna Benedyczak, che partirà dalla panchina; unico indisponibile tra i ducali è lo squalificato Zagaritis.

Le probabili formazioni:

FIORENTINA (4-2-3-1): Christensen, Pierozzi, Mina, Martinez Quarta, Parisi, Maxime Lopez, Mandragora, Ikoné, Barak, Brekalo, Nzola. All. Italiano.

PARMA (4-2-3-1): Chichizola, Delprato, Balogh, Circati, Di Chiara, Hernani, Estévez, Man, Camara, Mihăilă, Colak. All. Pecchia.

Conte al Milan? Parla l’ex vice allenatore Angelo Alessio: “Potrebbe fare come con l’Inter”

Conte
Antonio Conte ph: Fornelli/Keypress

Del futuro di Antonio Conte ha parlato Angelo Alessio, suo vice dai tempi del Siena fino al Chelsea. In un’intervista rilasciata a TuttoSport, l’ex vice allenatore ha fatto capire che il tecnico sceglierà in base agli investimenti e agli obiettivi delle proprietà straniere che vorranno l’allenatore sulle rispettive panchine.

Le parole di Angelo Alessio sul futuro di Antonio Conte

Quest’anno ha detto pubblicamente che rimarrà fermo. In estate poi, sicuramente lo cercheranno in tanti in Italia e all’estero perché è un allenatore straordinario e per me chi lo prenderà farà un affare. Milan? Bisognerà capire come ragioneranno le proprietà straniere sugli investimenti e sugli obiettivi. Lui è un grandissimo professionista e come ha detto in passato, davanti a proposte importanti non si tirerebbe indietro. Come è andato all’Inter potrebbe andare al Milan“.

Calciomercato. Percassi pronto a investire per la sua Atalanta | Si sogna in grande

FORMAZIONE ATALANTA CALCIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il patron dell’Atalanta Antonio Percassi, come reso noto da Tuttomercatoweb, in merito alle prossime trattative avrebbe detto: “Noi siamo pronti a intervenire da gennaio in poi se servono giocatori per aumentare la qualità e rimediare a questo handicap. Noi ci siamo, anche nei confronti della tifoseria. Siamo favorevoli a fare le cose come si devono”.

Percassi | Le parole sull’Atalanta in Europa League e sul Gewiss Stadium

Il presidente Percassi ha anche voluto parlare della prestazione dell’Atalanta in questa parte della stagione, e quindi del cammino in Europa League: “Siamo agli ottavi di Europa League, abbiamo già conquistato il primo posto nel girone. Certo, c’è stato qualche problema di continuità di risultati, ma bisogna tener conto dei tanti infortuni. Chiunque nella nostra situazione avrebbe trovato delle difficoltà”.

Il patron de La Dea ha poi concluso parlando dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia: “Il Gewiss Stadium sta prendendo forma con la costruzione della Curva Sud: un investimento importante che alla fine sfiorerà i 100 milioni complessivi, una cifra che mette paura e che ci assegna responsabilità precise”.

Calciomercato Inter, sfida al Barcellona per il talentino 17enne | Di chi si tratta

News Inter

Il Barcellona prosegue nella sua attenta ricerca di giovani talenti nel mercato calcistico, anticipando la concorrenza. Dopo aver virtualmente concluso l’acquisto del 17enne Kabar dal Borussia Dortmund, il club blaugrana potrebbe ora inserirsi nella trattativa tra Djurgårdens e l’Inter per assicurarsi la giovane promessa del calcio scandinavo, il diciassettenne svedese Lucas Bergvall.

Calciomercato Inter, United e Barcellona pronti a scippare il giocatore

il centrocampista classe 2006 è uno dei profili più interessanti del calcio svedese. Sebbene l’Inter abbia presentato una proposta ufficiale per l’estate, il Barcellona, tramite Deco, ha già avviato i contatti con l’entourage del giocatore per valutare la fattibilità di un trasferimento. Il Djurgårdens ha legato Bergvall con un contratto fino a dicembre 2025, anche se, secondo quanto riportato da Revelo, il Barça punta a chiudere l’affare già a gennaio. Il Manchester United è anch’esso interessato al giocatore, sebbene al momento sia in posizione più defilata.

Bove: “Avrei voluto condividere lo spogliatoio con Nainggolan. Mou è un maestro per noi”

Mourinho e Bove
JOSE' MOURINHO PRENDE PER MANO EDOARDO BOVE IN LACRIME ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato a Dazn, Edoardo Bove ha parlato della Roma e soprattutto di Josè Mourinho. Queste le parole del centrocampista romano.

Bove: “Sono carico. Su Totti e De Rossi..”

Come stai a livello fisico? È stato un allenamento duro?
“Si, è stato bello intenso. Abbiamo appena finito e quindi ho ancora un po’ di scorie dall’allenamento, ma sono contento di essere qui“.

Come stava il mister, carico?
“Bene, bene carico come sempre“.

Tu sei nato e cresciuto nella Roma. In famiglia sono tutti romanisti o è stato una scelta tua?
“La mia famiglia mi ha sempre trasmesso questa passione. Poi mio papà ha origini napoletane e mia mamma tedesche e quindi sono un pochino metà e metà. Ho preso un po’ la parte severa da mamma e la parte un pochino più giocherellona e simpatica da papà. La passione per la Roma però l’ho iniziata ad avere fin da bambino. Poi sono entrato a Trigoria quando avevo dieci anni adesso ne ho ventuno e questo è il dodicesimo anno e quindi sono stato più volte qui che a casa. So cosa vuol dire, più passa il tempo e cresci, capisci anche l’importanza di dove sei man mano che vai avanti. È quella la cosa più bella perché magari uno dice sono dodici anni che sei alla a Roma e magari iniziai a diventare una routine e un’abitudine. Invece ogni anno che viene è ancora meglio e spero di continuare così“.

Questi anni hanno fatto la differenza per te per diventare da giovane promessa a punto fisso della Roma?
“Sì, sicuramente hanno fatto la differenza perché sono tutti piccoli step che uno fa in una carriera. Poi ognuno ha un percorso differente, io sono stato fortunato e bravo a sfruttare un determinato tipo di occasione e a rimanere qui per tutto il tempo. Adesso, naturalmente, sono contento di quello che sto facendo. È un momento molto bello perché ti proietti sempre al futuro essendo anche giovane, quindi sei sempre molto attivo e molto energico”.

Anche grandi responsabilità, sei un leader silenzioso della Roma anche perché Mourinho ti ha dato tante responsabilità?
“Si, il fatto di darmi tanta responsabilità mi porta ad avere ancora un rapporto di grande fiducia. Quando un allenatore dà grande fiducia a un giocatore credo che ripagarla sia la cosa più bella. Naturalmente il mister è proprio un maestro sulla mentalità che ci trasmette, sulla cattiveria che dobbiamo avere in campo e durante gli allenamenti. Il fatto che mi abbia trasmesso questa fiducia è dato questa responsabilità mi ha aiutato a crescere. Perché una cosa è giocare senza pressione e un’altra cosa è confermarsi partita dopo partitica che è la cosa più difficile”.

In pratica sei cresciuto in un anno di dieci anni?
“No, in generale la carriera di un calciatore penso porti anche ragazzi giovani a crescere fin da subito. Perché un ragazzo di diciott’anni si trova in uno spogliatoio con anche uomini con figli e gli argomenti sono diversi e le responsabilità sono differenti. Quindi cresci già anche da altri punti di vista. Come se fosse tutto elevato all’ennesima potenza. Anche la maturazione è elevata e vedi miglioramenti. Ma è bello essere così al centro di un progetto”.

C’è qualcosa che senti che ti dà troppa pressione? O c’è qualcosa della tua giovinezza che ti manca?
“Sì e no. Poi quando uno risponde ricorda sempre i sacrifici. È vero magari un determinato tipo di cose un ragazzo di diciott’anni che si affaccia alla carriera professionistica non le può fare. Non tutti possono andare a scuola fino al quinto anno nella stessa scuola senza andare nel convitto della squadra, perché allenandosi la mattina anche tutto l’ambiente scolastico, che è una parte fondamentale, rischi di perderla. Fortunatamente io sto proseguendo gli studi universitari e cerco svaganti anche un po’ con gli studi, perché se poi pensi tutto il tempo al calcio così diventa molto complicato da gestire. Una cosa da gestire e si la voglia di migliorarsi ogni giorno, ma anche la gestione dei tempi perché si sei giovane ma devi stare attento a gestire il tuo corpo. Sono tutta una serie di considerazioni da fare nel momento in cui intraprendi una carriera calcistica. Sono scelte dettate, per me, dalla passione perché è la cosa che amo fare di più al mondo. Perché quando non avrò più voglia di andare al campo ci sarà qualcosa che non va e bisognerà cambiare qualcosina. L’obiettivo è alzarsi la mattina e andare a fare qualcosa che ti piace e di cui sei entusiasta”.

Che modo di svagarsi è lo studio?
“Magari ho sbagliato a usare la parola svagarsi però ho anche altre passioni. Studio economia e management. Mi è capitato anche che ragazzi della Primavera mi chiedessero dell’università ed è bello pensare che puoi essere anche da esempio“.

Per te c’è stato qualcosa che ti ha dato questo esempio?
“Sì, la mia famiglia mi ha sempre trasmesso a che lo studio fosse una parte fondamentale. Con mamma tedesca non scappi, hai un determinato tipo di equilibrio. Poi con papà si è equilibrata la severità. Lui tifa per me“.

C’è un campione o un giocatore che è passato per la Roma e pensi: “Cavolo avrei voluto condividere lo spogliatoio con lui”?
“Calcisticamente il giocatore della Roma che mi ricordo benissimo anche abbastanza recente è Nainggolan. Mi piaceva tantissimo come tipo di giocatore ed era uno dei miei giocatori preferiti. Questo per non essere banale, perché come fai a dire che non avresti voluto condividere lo spogliatoio con De Rossi e Totti?“.

Dopo dodici anni alla Roma ci si abitua mai ad entrare all’Olimpico?
“La cosa che dicevo all’inizio, è incredibile come man mano che cresci e come se ti rendessi conto di tutta la parte che c’è fuori. Dei tifosi, delle persone che lavorano qui. Da chi sta in portineria ai magazzinieri. È proprio una roba che magari quando sei piccolo e cresci qui dentro nemmeno ti rendi conto. Ma man mano che che cresci e inizi a capire più cose l’emozione del vestire la maglia cresce. Perché prendi consapevolezza di dove sei, di quello che hai fatto e di quello che vuoi fare ed è davvero un’emozione che cresce. Capisco cosa rappresento perché essendo stato uno di quei bambini so cosa vuol dire ed è bellissimo“.

Ti capita mai di giocare a tennis?
“L’ultima volta che ho giocato è stata la pausa dopo giugno con un mio amico Flavio Cobolli“.