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Milan, esonero Fonseca? Ecco i possibili sostituti

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PAULO FONSECA SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Solo dopo quattro giornate, è già periodo di terremoti in Serie A: dopo il fulmine a ciel sereno (con qualche nuvola sparsa qua e là) dell’esonero di De Rossi a Roma, ecco che se ne prospetta un altro a pochi giorni di distanza. Tutto in poche notti: Paulo Fonseca si giocherà il suo posto sulla panchina del Milan in una partita di vitale importanza: il suo primo Derby della Madonnina, in programma domenica sera. Dovesse perderlo, e forse pure pareggiarlo, si ritroverebbe dopo poche settimane già con un piede e mezzo, ma diciamo anche tutti e due, fuori da San Siro. Vietato sbagliare. Intanto però, il Milan si tutela guardandosi attorno: rimettersi subito in carreggiata con uno dei nomi caldi ancora liberi sul mercato allenatori. E ce ne sono.

Milan, ecco i possibili sostituti di Fonseca: primi contatti con Terzic (e non solo)

Uno sicuramente è quello di Edin Terzic, ex allenatore del Borussia Dortmund attualmente svincolato, ha avuto contatti con Zlatan Ibrahimovic ed era presente sugli spalti di San Siro, appena dietro il board del Milan, contro il Liverpool; il tedesco potrebbe essere una soluzione in caso si arrivasse all’esonero di Fonseca. Ma non è l’unica pista, visto che ci sono altri allenatori di livello attualmente svincolati, come Maurizio Sarri e Sergio Conceicao. Nelle ultime ore inoltre c’è stato un contatto anche con Thomas Tuchel, allenatore tedesco ex Bayern Monaco e Chelsea. Fonseca si gioca davvero la permanenza in rossonero dopo poche settimane dall’avvio di stagione, il Milan inizia a guardarsi intorno.

Lazio, Castellanos non in perfette condizioni per Firenze | Castrovilli o Noslin per sostituirlo

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GAETANO CASTROVILLI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’infortunio di Castellanos, per fortuna di Baroni non grave, libera un posto da titolare per la sfida contro la Fiorentina. I due principali candidati per occupare quel posto alle spalle di Boulaye Dia, che agirà da prima punta, sono Noslin e Castrovilli, con quest’ultimo che sembra al momento leggermente favorito. Contro il Verona infatti è subentrato a Castellanos infortunato accumulando minutaggio e ciò può convincere Baroni a farlo partire dal primo minuto proprio contro la sua ex squadra.

Verso Fiorentina-Lazio, ballottaggio Castrovilli-Noslin per Baroni | L’italiano favorito perché non è in lista UEFA

Baroni ha ancora tre sedute di allenamento per decidere chi far partire dal primo minuto, ma, come riporta il Corriere dello Sport, Castrovilli ha buone possibilità: oltre alla mezz’ora giocata lunedì sera, c’è da considerare che non è stato inserito nella lista dell’Europa League e quindi, al contrario dei suoi compagni, mercoledì non giocherà. La Lazio è chiamata a tre trasferte di fila (Firenze, Amburgo contro la Dinamo Kiev e Torino) e la fatica si farà sentire. Saranno dunque necessarie delle rotazioni.

 

Inter, retroscena Barella: nell’estate ’23 per il Manchester City (e non solo) era un obiettivo

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NICOLO BARELLA FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Che Nicolò Barella potesse intrigare le big europee era evidente a tutti: ma c’è stato un momento in cui l’ex Cagliari è stato vivamente tentato da Pep Guardiola, avversario ieri sera dell’Inter in Champions League. Nicolò Barella infatti avrebbe potuto giocare la partita di ieri in maglia celeste e non nerazzurra, se nell’estate ’23 le cose fossero andate diversamente. Dopo la finale di Istanbul, persa solo per un gol da fuori area di Rodri, il centrocampista classe 1997 stregò Pep Guardiola, letteralmente: uno così può giocare in qualsiasi modo. A riportare il retroscena è l’edizione odierna del Corriere dello Sport.

Inter, ieri Barella avrebbe potuto giocare a maglie inverse: dopo Istanbul, Guardiola si innamorò di Barella

L’ex Cagliari era diventato un vero nome nella short list degli Skyblues solo dopo la partita dell’Ataturk, perché Txiki Begiristain, il DS di Guardiola, aveva già avuto qualche colloquio per capirne la situazione prima di giugno 2023, ma senza l’intenzione di affondare. Via Gundogan, finito al Barcellona (e tornato solamente un anno dopo), se avesse salutato anche Bernardo Silva – il Paris Saint Germain aveva offerto 70 milioni ad agosto, il City ne voleva circa 100, impossibile trovare una via d’uscita – ecco che Barella sarebbe stato il primissimo obiettivo.

In quell’estate quasi tutti avevano chiesto informazioni, dal Liverpool al Bayern Monaco, ma l’idea di rimanere all’Inter (a meno che la dirigenza avesse chiesto espressamente un sacrificio in direzione top club) era predominante. Barella sta bene a Milano e non ha intenzione di andare via, come confermato dal rinnovo degli scorsi mesi. Contro il Manchester City, ieri, ci ha giocato di nuovo da avversario: e di nuovo ha fatto vedere a Guardiola, stavolta con la fascia di capitano sul braccio, quanto sia un giocatore di livello internazionale. Non che ce ne fosse bisogno, in verità, visto che ormai lo sanno tutti: Barella è un top in Italia, ma pure in Europa. Per questo Pep ci aveva fatto un pensierino.

L’esonero di De Rossi, il livore della piazza, il silenzio della società | Previste contestazioni alla prima di Juric

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Ryan Friedkin presente in tribuna Monte Mario ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Le giornate della Roma sono sempre più difficili da commentare, da comprendere, e le scelte sempre più difficili da condividere. De Rossi è stato esonerato dal ruolo di allenatore con effetto immediato, senza il minimo tatto, senza apparenti motivazioni, dopo un rinnovo di contratto triennale arrivato solo tre mesi fa. I risultati in questo avvio di stagione non erano chiaramente quelli sperati, ma la progettualità nel calcio è tutto e il tempo per lavorare sulla squadra al completo era stato troppo poco per il tecnico di Ostia. In ogni caso, i Friedkin, o chi per loro, ieri mattina hanno preso questa irrevocabile decisione, con modalità e tempi rivedibili, che ha generato un discreto caos all’interno della città eterna. Contestazioni fuori Trigoria, striscioni contro la proprietà, bufera social contro chiunque faccia parte della Roma, critiche alla scelta del nuovo allenatore. 

Juric nuovo allenatore della Roma | Arriva tra il livore rancoroso della piazza e il silenzio assordante della società

E’ infatti arrivato a Trigoria Ivan Juric, a cui è stato fatto firmare un contratto fino a giugno, a testimonianza di una progettualità e una programmazione ormai venuta meno nella società giallorossa. Ma la cosa più grave, almeno per i tifosi, è la mancanza di rispetto perpetrata ai danni di una bandiera come De Rossi, al quale le due proprietà americane, prima quella di Pallotta e ora questa dei Friedkin, non hanno riservato alcun tipo di riguardo, da giocatore prima e da allenatore ora. E il popolo giallorosso si è sentito pugnalato alle spalle, si sente svuotato di tutto l’amore che è in grado di mettere nella Roma, e prepara ora una forte e feroce contestazione contro società e giocatori per la sfida contro l’Udinese. Ad aggravare il tutto, il silenzio assordante di una società che dal suo arrivo non ha mai rilasciato una dichiarazione, non ha mai spiegato una scelta, e che sta provando a cambiare le cose dentro Trigoria senza però evidentemente avere una direzione chiara.

I Friedkin hanno spaccato la Roma, ora la parola passa al campo | Juric raccoglie una situazione esplosiva

Il calcio funziona così, lo sappiamo, gli allenatori pagano sempre per primi e la società comanda, ma ora a Roma il nuovo ciclo targato Ivan Juric si apre come peggio non poteva. Dopo tre anni di coesione, tra squadra, allenatore e tifosi, la mossa dei Friedkin spacca del tutto l’ambiente segnando una cesura netta tra i tifosi e il club. Domenica arriva all’Olimpico l’Udinese capolista per una sfida che può valere già mezza stagione, e il clima sugli spalti si preannuncia infuocato, quasi surreale. In tutto questo marasma, in tutta questa confusione, in tutta questa irritazione, non si può far altro che augurare a Juric una buona fortuna, con la consapevolezza che ora è seduto su una polveriera pronta ad esplodere e che ereditare la panchina giallorossa in questo modo sarebbe difficile per chiunque, anche per allenatori con più blasone e più esperienza. Stiamo assistendo alla fine del calcio per come lo abbiamo sempre inteso romanticamente, allo strazio delle bandiere, all’isolamento dei sentimenti. E l’esonero di De Rossi è solo la punta dell’iceberg di un calcio che è sempre più lontano dalle persone.

Verso Inter-Milan, Inzaghi cerca il settimo successo di fila nel derby | Fonseca si gioca tutto

Inter Milan formazioni
DAVIDE CALABRIA E LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dopo le due giornate di Champions, per Inter e Milan è arrivato il momento di pensare al derby. Un derby che arriva presto, solo alla quinta giornata, e che potrebbe già dare risposte sul futuro di entrambe le formazioni. L’Inter di Simone Inzaghi, alla ricerca del settimo successo di fila nella stracittadina, arriva dopo una buona prestazione all’Ethiad contro il Manchester City, per ripartire in campionato dopo il passo falso di Monza e confermarsi, se ce ne fosse bisogno, come pretendente forte per il titolo. Il Milan di Fonseca, reduce da una brutta sconfitta casalinga col Liverpool, si gioca tutto: credibilità, continuità futuro. Per Fonseca potrebbe già essere l’ultima sulla panchina rossonera, considerati i risultati negativi ottenuti fin qui.

Inter-Milan, Fonseca si gioca tutto | Lautaro Martinez cerca il primo gol in campionato

Ma l’allenatore portoghese ha ancora una speranza, rompere il filotto di derby consecutivi persi, fare uno smacco all’Inter e rinsaldarsi su una panchina che è apparsa traballante sin dalla prima di campionato. L’Inter arriva chiaramente con tutti i favori del pronostico, con Inzaghi che nonostante l’impegno difficilissimo di coppa è riuscito anche a far ruotare i suoi calciatori per averli quanto più freschi possibili per il derby. Lautaro Martinez, subentrato ieri sera solo al 65′ minuto, è pronto a partire titolare e cerca un gol che in campionato manca da mesi. Per il Milan, che si giocherà il tutto per tutto, Fonseca è pronto a mettere in campo il migliore undici possibile per allontanare le voci sull’esonero e prendersi una vittoria che manca ormai da anni. Si preannuncia una partita interessante, con l’Inter che chiaramente parte con tutti i favori del pronostico e il Milan che lotta contro un destino quasi segnato.