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Milan, Mirante: “Sul mio futuro saranno settimane di riflessioni. Pioli ha portato energia e la giusta mentalità”

ANTONIO MIRANTE E MIKE MAIGNAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Antonio Mirante portiere che ha chiuso la stagione del Milan titolare in porta contro la Salernitana sabato, ha parlato ai microfoni di Radio TV Serie A sul suo futuro da calciatore, sulla stagione dei rossoneri e su Mister Pioli, ecco le sue dichiarazioni.

Milan, Mirante: “Ad oggi mi sento bene e vorrei continuare ancora”

“Non vorrei arrivare fino all’età di Buffon giocando ancora, però mi sento bene e quindi quelle seguenti saranno settimane di riflessioni. Ad oggi vorrei continuare ancora, mi sento bene e questa stagione ho avuto anche la possibilità di giocare qualche partita. Gli infortuni sicuramente incidono sulla carriera di un giocatore e per me pensare adesso di andare all’estero è quasi impossibile”.

Poi sulla sua stagione al Milan: “Le partite con la Roma in Europa League sono state deludenti rispetto a quanto ci aspettavamo. È stata una delusione per tutti. Ci sono partite che incidono sulla valutazione di un allenatore, ma questo purtroppo capita spesso nel nostro calcio. Le partite vinte con il Paris Saint Germain, la vittoria sull’Atletico il mio primo anno a Madrid sono partite che dimostrano il lavoro fatto da Pioli negli anni”.

Su Pioli: “Pioli l’avevo affrontato qualche volta da avversario nelle squadre in cui giocavo, ma non lo conoscevo personalmente. Ha portato energia e la giusta mentalità per cercare la vittoria, ci ha insegnato il modo giusto per giocare le partite e come allenare la squadra. Questo è stato determinante per molti di noi che hanno svoltato. Questo vale per molti singoli, ma soprattutto per la squadra. L’anno dello scudetto è stato quello che ha fatto svoltare giocatori, club e tifosi. Quell’anno è stato determinante per tutti: per noi e per lui”.

 

Borussia Dortmund-Real Madrid, probabili formazioni e dove vederla

Champions League

Si avvicina il giorno più atteso: quello della finale di UEFA Champions League. Il Borussia Dortmund ritorno in fondo alla massima competizione europea dopo ben 11 stagioni. L’ultima volta dei gialloneri in finale fu proprio a Wembley, stadio dell’attuale finale, contro il Bayern Monaco. Obiettivo quindicesima per il Real Madrid di Ancelotti, vincitore per l’ultima volta nell’edizione 2022. Si tratta di una finale inedita quella tra Borussia Dortmund e Real Madrid. L’ultimo precedente, risalente alla fase a gironi della stagione 2016/2017, è terminato 3-2 per i Blancos al Bernabeu. La finale di Londra, in programma sabato alle 21, sarà visibile su Canale 5 e Sky Sport; in streaming su Sky Go e Mediaset Infinity.

Borussia Dortmund-Real Madrid, le probabili formazioni:

BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1): Kobel; Ryerson, Hummels, Schlotterbeck, Maatsen; Can, Sabitzer; Adeyemi, Brandt, Sancho; Füllkrug. All. Terzic.

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Carvajal, Nacho, Rüdiger, Mendy; Valverde, Kroos, Camavinga; Bellingham; Rodrygo, Junior Vinicius. All. Ancelotti.

Verso Olympiacos-Fiorentina, le probabili formazioni della finale di Atene

serie a tim 2023 2024: fiorentina vs roma
L’ESULTANZA DI LUCA RANIERI DAVANTI A DE ROSSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sempre più vicino il giorno della finale di UEFA Conference League tra Olympiacos e Fiorentina ad Atene, mercoledì alle 21. Trepidante attesa in città, con il Franchi gremito per l’occasione, per riscattare la sconfitta in finale della passata stagione, arrivata contro il West Ham. Pochi dubbi per Italiano. Verso la titolarità Belotti, in attacco, supportato da Gonzalez, Beltran e Kouamé sulla trequarti. In mezzo al campo Mandragora e Bonaventura.

Olympiacos-Fiorentina, le probabili formazioni:

OLYMPIACOS (4-2-3-1): Tzolakis; Rodinei, Retsos, David Carmo, Quini; Hezze, Iborra; Chiquinho, Podence, El Kaabi, Fortounis. All. Mendilibar.

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Dodò, Martinez Quarta, Milenkovic, Biraghi; Mandragora, Bonaventura; Gonzalez, Beltran, Kouamé; Belotti. All. Italiano.

Juventus, pronte due contropartite per arrivare a Calafiori

bologna calcio
RICCARDO CALAFIORI ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Riccardo Calafiori rimane un obbiettivo concreto di mercato. Specialmente ora che Thiago Motta è pronto a firmare per essere il nuovo allenatore della Juventus. Per il difensore del Bologna il club rossoblu chiede circa 25 milioni di euro, e se i bianconeri non vogliono che il prezzo lieviti in vista dell’Europeo che può essere una vetrina importante, dovranno muoversi per tempo.

Juventus, Nicolussi Caviglia e Barbieri per convincere il Bologna

La Juventus prepara delle contropartite tecniche come scrive Tuttosport per cercare di far scendere il prezzo, e potrebbe inserire Nicolussi Caviglia e Barbieri due giovani promettenti. Inoltre potrebbe esserci la possibilità di inserire anche Miretti che piace anche al Monza. La scelta di Calafiori sarà importante per il club per mettere il primo tassello per rinforzare la squadra.

Lazio, finisce una stagione deludente | Lotito si affida a Tudor per tornare competitivi

lazio calcio
IGOR TUDOR INICA AI SUOI RAGAZZI DI FARE ATTENZIONE ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

La Lazio ha chiuso la sua stagione con un pareggio casalingo contro il Sassuolo già retrocesso, rimanendo sulla falsa riga di tutta la stagione con una prestazione non proprio delle migliori, per usare un eufemismo. E’ stata una stagione difficile per i colori biancocelesti, partita con grande aspettative dopo il secondo posto dello scorso campionato, ma senza Milinkovic-Savic ceduto in Arabia, e finita poi con il settimo posto che le garantirà l’accesso alla prossima UEL.

La vittoria col Bayern, le dimissioni di Sarri e l’arrivo di Tudor

Nel mezzo tante partite, tante vicende, tra campo e società. L’evento sicuramente più significativo della stagione è stato il momento delle dimissioni di Maurizio Sarri, che non sentendosi più seguito all’interno dello spogliatoio ha deciso di fare un passo indietro, poche settimane dopo aver battuto, agli ottavi di Champions League, il Bayern Monaco all’Olimpico per 1-0, in una delle vittorie più importanti e prestigiose per la Lazio negli ultimi anni. Ma il feeling tra società, allenatore e squadra era incrinato da tempo e le dimissioni di Sarri sembravano poter rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso.

E invece Lotito, con una mossa della sue, ha trovato subito un sostituto per il tecnico toscano, Igor Tudor, alla prima esperienza in una squadra importante qui in Italia. Il tecnico croato è stato abilissimo a riprendere uno spogliatoio che si stava sfaldando dall’interno, ha saputo ridare motivazioni a giocatori che con Sarri avevano perso stimoli ed autostima (come Kamada) e ha cambiato di netto l’assetto tattico della squadra, anche per dare una scossa. Scossa che c’è stata, perché dal suo arrivo la Lazio ha ottenuto 18 punti in 9 partite migliorando notevolmente la media precedente e ha trovato sicurezza soprattutto nella fase difensiva.

La vicenda Luis Alberto e i brusii su Immobile segnano quello che è stato un anno di transizione

Le tensioni interne allo spogliatoio poi sono esplose, in particolare verso la società, con Luis Alberto che dopo aver rinnovato durante questa stagione ha dichiarato di non voler più far parte della Lazio il prossimo anno, così come Felipe Anderson che ha scelto di tornare in patria da free agent, firmando con la squadra del suo cuore, il Palmeiras.

Sicuramente per la Lazio si è trattato di un anno di transizione, con i senatori che hanno deluso le aspettative di inizio stagione e i nuovi innesti che hanno avuto bisogno di tempio per ingranare. Immobile, il capitano, quest’anno è stato l’ombra di se stesso e anche per lui voci insistono su un possibile trasferimento. Discorso simile per Romagnoli, uscito dalle rotazioni dall’arrivo di Tudor, sotto il quale invece si è imposto Mario Gila, valorizzato dalla nuova difesa a tre.

La Lazio riparte da Igor Tudor

La Lazio dunque dovrà ripartire, ma può contare su Igor Tudor. Sempre sicuro, convincente e autorevole, è apparso a suo agio nella sua nuova dimensione e ha dato alla Lazio quel suo carattere duro e battagliero. Lotito si affida a lui per far sì che la Lazio torni a competere per i primi quattro posti, mentre Fabiani è al lavoro per quella che in estate potrà essere una vera e propria rivoluzione.