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Allegri: “Contro l’Atalanta le partite non finiscono mai. Nicolussi Caviglia sta bene”

Allegri

Intervenuto all’Olimpico alla vigilia della finale di Coppa Italia, Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, ha risposto alle domande dei cronisti presenti.

Allegri: “Contro l’Atalanta ci vorrà lucidità e concretezza”

Queste le parole riprese da TMW:

Come arrivate alla partita?
“Bene, speriamo domani sera meglio. Abbiamo raggiunto l’obiettivo Champions e ora c’è questa finale bella da giocare, contro una squadra che gioca molto bene e cui faccio i complimenti anche per la finale di Europa League”.

L’assenza di Scamacca è un vantaggio o uno svantaggio?
“Domani indipendentemente da tattica e tecnica ci vorrà disponibilità in campo per vincere più duelli possibili. Sappiamo che ci sono momenti di difficoltà in ogni partita e dovremo controbattere nel migliore dei modi”.

Che avete in più dell’Atalanta?
“Le finali sono sempre al 50% di probabilità, devi portare l’episodio dalla tua parte sapendo che con loro non finiscono mai le partite”.

Siete davvero sfavoriti?
“Il calcio è meraviglioso, in un attimo ti si può rovesciare a favore o contro e così come una stagione. In questo momento tutti danno per favorita l’Atalanta e per noi domani potrebbe essere anche l’ultima finale… Ci vorrà lucidità, serenità e concretezza. Se poi gli avversari saranno stati più bravi, stringeremo la mano”.

Gioca Nicolussi Caviglia?
“Lui sta bene, ma lo tutti. Devo scegliere a centrocampo, senza Locatelli, e sugli esterni. Tra stasera e domattina le ultime valutazioni”.

Vincere darebbe un senso diverso alla stagione?
“Ripeto fino alla noia, l’obiettivo principale era che la Juventus partecipasse alla prossima Champions League. Ci sono momenti in cui nella vita, se non puoi vincere, puoi comunque garantire un tesoretto alla società. Vedremo se vinceremo, ma partecipare a questi eventi non è da tutti. Se saremo bravi e un po’ fortunati potremo portarla a casa, ma l’obiettivo era la Champions”.

Studierà qualcosa di particolare per Koopmeiners?
“L’Atalanta ha dei giocatori importanti, fisici e tecnici. I loro attaccanti sono molto bravi, noi non siamo da meno. Vivono di euforia e entusiasmo, dovremo fare una partita da finale, che è sempre un po’ diversa”.

Cambia qualcosa che vi giudichino sfavoriti?
“Giocheremo con grande rispetto dell’Atalanta, come avuto nelle precedenti finali. Le partite vanno vinte sul campo, noi bisogna essere bravi a riportare tutto dalla nostra parte. Ma ci vuole la convinzione di portarsi a casa la coppa”.

Quali insegnamenti può trarre dalle finali del passato?
“La coppa ha un peso e un valore perché è sempre un trofeo. Essere qui a giocarlo è già un risultato, ora bisogna essere bravi a portarlo a casa. Abbiamo la possibilità di vincere, altro risultato importante”.

Come si difende contro l’Atalanta?
“La partita potrebbe essere sulla falsariga del campionato ma dipenderà da come si evolve. I dettagli fanno la differenza nelle partite secche, noi comunque abbiamo una squadra forte, difficile da giocarci contro quando mette l’attenzione giusta. Sapendo che l’Atalanta gioca bene, ho visto con la Roma hanno fatto una gara straordinaria ma quando prendi il 2-1 poi magari le partite cambiano. Testa e grande equilibrio”.

Come vive questa finale rispetto alle altre da allenatore della Juventus?
“Io sono ancora un bambino, vivo con grande entusiasmo: è sempre bellissimo partecipare a questi eventi e domani metteremo tutto quello che abbiamo. Abbiamo da perdere noi, ma anche l’Atalanta: una finale è così”.

Il cammino di questi anni in Europa dell’Atalanta ha contribuito a un cambio di mentalità globale?
“All’Atalanta c’è solo da fare i complimenti, non è semplice raggiungere due finali e negli anni sono sempre andati in crescendo. La cosa più difficile è il mantenimento, se non il miglioramento, di quanto fatto. Sono una realtà importante del calcio italiano ed europeo”.

Bove giura amore al club giallorosso: “La Roma non è un club normale, rappresentiamo tante persone”

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L’ESULTANZA URLO DI EDOARDO BOVE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto al Liceo Sportivo di Trigoria, Edoardo Bove è tornato a parlare della Roma e non solo.

Bove: “Emozionato nell’essere qui”

“Mi sono molto emozionato nel rivedere qui i miei professori di qualche anno fa. Riguardando con voi le immagini dei nostri trionfi e dei festeggiamenti dei nostri tifosi, ho ripensato a quando, solo arrivando in prima squadra, ho percepito l’effetto che noi giocatori facciamo sulle persone. Noi non giochiamo in un club normale, perché rappresentiamo una città e tutte le persone che lavorano all’interno della Roma. Per questo, vorrei cogliere l’occasione per ricordarvi che quando avete addosso questo stemma, ogni comportamento, ogni cosa che dite e che fate ha influenza su altre persone. Avete dunque una grande responsabilità e dovete ricordarlo sempre”.

Gasperini: “Contro il Liverpool la consapevolezza della finale. Juventus forte ma vogliamo vincere”

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GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa all’Olimpico, Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, ha parlato in vista della sfida di domani sera contro l’Atalanta.

Gasperini: “In Europa League percorso splendido”

Queste le parole riprese da TMW:

Che differenza c’è con l’Atalanta di prima? Cosa significherebbe vincere un trofeo?
“Ho sempre pensato che la Coppa Italia fosse l’unico trofeo per l’Atalanta, in quanto Scudetto e Champions erano distanti. E invece è la terza volta che arriviamo in finale: le altre due non sono andate bene ma siamo testardi e insistiamo. Impensabile l’Europa League ma i ragazzi sono stati splendidi e hanno fatto un percorso incredibile, al quale ora manca l’ultimo miglio. Vogliamo vincere la finale”.

A Liverpool la svolta della stagione?
“Una delle svolte, anche se noi pensiamo sempre a percorsi differenziati. A Liverpool abbiamo avuto la consapevolezza di arrivare in finale, ma per la Coppa Italia è stata Milano con il Milan”.

Guardiola le ha fatto i complimenti.
“Guardiola è un amico (ride, ndr). Lo ringrazio… Le partite che abbiamo dovuto affrontare in stagione hanno dato autostima alla squadra e domani incontriamo chi ha il valore delle primissime, anche se in campionato non ha fatto i risultati che si aspettava. Liverpool, Marsiglia e Sporting ci hanno dato forza, così come la vittoria sulla Roma in campionato dell’altra sera. Aver giocato tanto ci ha aiutato, pur avendo tolto delle cose. Merito ai giocatori per aver avuto la volontà di giocare ogni tre giorni da febbraio in poi. Hanno raggiunto la capacità di rigenerarsi che li ha portati a questa stagione incredibile”.

Stavolta una finale che potrebbe vincere.
“Sono passati solo 5 anni ed è motivo di grande orgoglio perché di quella squadra ne sono rimasti pochi. Abbiamo modificato nel tempo, ci sono state una seconda e ora una terza Atalanta. Ma sempre con spirito, motivazioni e identità: questo è un gruppo che ha bruciato le tappe. La cosa per me importante è che l’Atalanta si posiziona su una fascia che le permette di giocare spesso queste partite. Dobbiamo sempre guardare in alto, il desiderio di migliorare ci porta poi a stare stabilmente in zone alte”.

Queste è l’Atalanta più forte mai allenata? Il ruolo di favoriti è un peso?
“Se sarà l’Atalanta più forte lo vedremo più avanti, sicuramente è un’Atalanta giovane e che può diventare ancor più forte. Non è facile rinnovarsi e rimanere competitivi. E sul favorito… Di sicuro arriviamo con grande entusiasmo e la Juventus ha avuto risultati sotto le loro aspettative in queste settimane, ma rimane una squadra indubbiamente forte”.

Qualche peculiarità sulla partita di domani?
“Ogni partita è diversa, non ci illudiamo che possa essere simile a quella con la Roma. Tatticamente l’assenza di Scamacca ci costringerà a provare altre soluzioni e di questo sono dispiaciuto. Non tanto per me quanto per lui, è stato privato di una finale… E lì devi portare i giocatori migliori, non toglierli. Forse dovremmo adeguarci al resto d’Europa, che almeno in semifinale le ammonizioni si azzerano. Con la Juve sarà un altro tipo di partita, spero che arriveremo domani con lo stesso spirito con cui siamo arrivati a sfidare la Roma dopo la qualificazione col Marsiglia e la stessa voglia di vincere. Così avremo più chance”.

Domani attesi 23mila tifosi da Bergamo. Qualcuno le ha detto qualcosa in città?
“Bergamo vive un momento di fibrillazione sportiva e l’Atalanta catalizza i pensieri della città. Sarà così domani, ma anche nelle altre competizioni. Questo momento è fantastico, però già abbiamo fatto qualcosa dal mio punto di vista di più forte di un trofeo. Qualcosa che rimane solido con la squadra: a volte vinci trofei o Scudetti e non li festeggi, qui invece rimarremo legati alla storia dell’Atalanta”.

Quando ha capito che c’era da pedalare?
“Quando giochi tanto il rischio paradossalmente sono gli infortuni. Per il resto ci ha permesso di bruciare le tappe e fare esperienze. Forse ci siamo allenati meno, se non magari chi non giocava, ma ogni volta stabilivamo cose che ci siamo portati dietro: soluzioni, esperienze. Questo ci ha permesso di crescere e valorizzarci. Non immaginavo che questa squadra potesse raggiungere questi traguardi in contemporanea: a volte non riesce anche a squadre molto forti. Merito soprattutto dei ragazzi, si sono applicati in un modo incredibile e sono cresciuti tutti. Siamo migliorati individualmente ma anche di squadra. Qualche punto in campionato lo abbiamo perso e non era facile, ma ora nel momento decisivo è tornata la tensione. Sono cresciuti soprattutto sul lato mentale”.

Tra voi e la Juventus ricorre spesso il pareggio.
“Le finali sono diverse dalle partite di campionato, ci sono meno margini psicologici di rimonta: bisogna stare attenti agli episodi e avere concentrazione, poi la fiducia e l’energia positiva possono portare a qualcosa in più”.

Quanto è replicabile e come il modello Gasperini da un suo eventuale successore?
“Non sarà facile ma sicuramente è replicabile: abbiamo dato fiducia e speranza a quelle società che non sono di primissima fascia, senza introiti così alti come altre squadre ma che magari con idee e capacità della società di rilanciarsi e di rifarne altrettanto forti. Questo è l’unico modo perché società con i nostri numeri possano essere competitive. Per questo è diventato molto importante andare in Champions, così come la capacità di realizzare cifre da reinvestire grazie alle cessioni. Hai però anche la necessità di sbagliare molto poco sul mercato o diventa difficile recuperare. Però abbiamo margini già per il prossimo anno, se raggiungeremo la Champions: oltre agli acquisti sono cresciuti molto prodotti del vivaio come Carnesecchi, Ruggeri e Scalvini, oppure Koopmeiners e Ederson o chi gioca davanti che raggiunge valori incredibili. Certo, è più difficile perché le risorse non le hai a prescindere ma te le devi creare. Se ci siamo arrivati, è giusto che nel calcio anche chi non ha certi numeri sogni e possa competere per certi traguardi”.

Una vittoria, e forse due, possono cambiare qualcosa per lei e per il suo posto nella storia del calcio?
“Questo è soggettivo: probabilmente se vincerò la coppa sarò bravo, altrimenti no. Dico però che a Crotone e a Genova sono accolto con grande stima e questo per me è un traguardo che vale più di una coppa. Rispetto comunque i parametri delle altre persone: nella vita si deve superare se stessi e i propri limiti. E indipendentemente ci sarà sempre qualcuno di più bravo, ma nella vita non possono esserci solo 3-4 vincenti. Ognuno vince le proprie battaglie, questo è il vero segreto. C’è chi non può competere ma questo non significa non essere bravi e capaci”.

Questa è la sua Atalanta più forte, mentalmente?
“L’Atalanta di Ilicic, Zapata, Gomez, Muriel, Gosens, Freuler è stata capace di fare 98 gol, aveva una qualità realizzativa e di spettacolo. Questa potenzialmente è una squadra che può diventare la più forte, se saprà crescere e migliorarsi. Io pretendo sempre molto… Credo che l’Atalanta su questa base possa far scalare ancora una posizione alla squadra, se saprà muoversi come ha sempre saputo fare”.

Lazio, addio a Mandas o Provedel in estate | La posizione del club

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CHRISTOS MANDAS PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’arrivo di Tudor sulla panchina della Lazio è coinciso con l’incontenibile ascesa di Christos Mandas, che in pochissimo tempo è riuscito a rubare il posto a Provedel, che ora non è più certo di giocare ogni domenica, come successo contro l’Empoli, in cui è stato il portiere 22enne a scendere in campo sfoggiando più di qualche parata salva risultato.

Lazio, uno dei due portieri pronto a fare le valigie

Il ballottaggio Provedel-Mandas non è più una sola questione di campo, con i due portieri che ora dovranno lottare per rimanere in biancoceleste la prossima stagione, considerando che entrambi sono molto apprezzati in Europa e potrebbero portare una folata di aria fresca alle casse del club, che dovrà sostituire più di qualche pedina importante in estate.

L’ex Spezia ha appena ricevuto il rinnovo del contratto, mentre il portiere greco negli scorsi giorni ha chiesto un aumento salariale, e le parti sono al lavoro per provare un accordo il più presto possibile. Nonostante ci siano 8 anni di differenza tra i due, entrambi hanno ancora svariati anni di carriera davanti, di conseguenza verrà presa la migliore decisione dal punto di vista economico, dato che nessuno dei portieri ha intenzione di fare il secondo la prossima stagione.

Inter, l’allenatore di Bento conferma tutto: “Presto lo perderemo” | La situazione

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EMIL AUDERO E SOMMER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Non sarà un calciomercato rivoluzionario quello dell’Inter, che mai come quest’anno ha dimostrato di avere un organico al pari con quello delle big d’Europa nonostante la prematura eliminazione in Champions agli ottavi con l’Atletico Madrid, ma qualche ritocco verrà comunque effettuato alla rosa neroazzurra, e da qualche settimana si sta paventando il possibile arrivo di un nuovo portiere.

Inter, Bento a un passo dai neroazzurri

Il nome che più di tutti sembra essere destinato ad approdare all’Inter (oltre a Taremi e Zielinski che devono solo essere ufficializzati) è Bento dell’Athletico Paranense, che ha già un accordo contrattuale con la squadra milanese, ma resta ancora da sciogliere il nodo legato alla trattativa con il club brasiliano.

A confermare l’interesse dell’Inter e a far sperare i tifosi è proprio l’allenatore del portiere, che ha parlato così del futuro del giocatore:

“Sfortunatamente o per fortuna, presto perderemo Bento. Chiede la cessione, ed è quello che cercano i giocatori: un posto in Europa per guadagnare un gruzzoletto e giocare nei principali campionati mondiali. Se lo sta guadagnando“.