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Juventus e Milan, obiettivo in comune per la fascia: i bianconeri tentano il sorpasso

STEFANO PIOLI CARICA MALICK THIAW ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cercasi terzino sinistro. La Juventus è a caccia di forze fresche sulla fascia sinistra, con Alex Sandro sicuro partente, e il Milan è da anni alla ricerca di un sostituto di Theo. Per entrambe quindi riflettori accesi su Dorgu, diciannovenne terzino del Lecce.

Non solo Juve e Milan: anche Liverpool e Tottenham sul giocatore

Il danese di origini nigeriane è stato ingaggiato per 200mila euro dal Nordsjaelland, squadra che milita nel massimo campionato del suo Paese. Dopo questa stagione ad alto livello, ora il valore del suo cartellino è di circa 20 milioni: Giuntoli ha già chiesto informazioni sul giocatore che probabilmente diventerà un pezzo pregiato del prossimo mercato. Su di lui come detto anche il Milan, ma attenzione alle sirene inglesi: Liverpool e Tottenham seguono la situazione. Dorgu gioca anche nella Under 21 della Danimarca, ma punta alla Nazionale maggiore in chiave Europei.

 

Lazio, Lotito: “Credo alla rimonta in Coppa Italia. Nessun caso Guendouzi”

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CLAUDIO LOTITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Claudio Lotito torna a parlare alla vigilia della fondamentale partita di Coppa Italia della Lazio contro la Juventus, che si disputerà all’Olimpico. A Il Messaggero confida che è assolutamente convinto di poter arrivare in finale: “Credo nella rimonta contro la Juventus perché credo nello spirito guerriero portato da Tudor”. Il presidente dice la sua anche sull’idea del nuovo stadio: “A inizio maggio presenteremo il progetto. Tanti sono invidiosi di quello che ha costruito la Lazio senza mai scaricare un euro”. Inoltre risponde anche ad una domanda sul possibile ritorno di Tare: “Io non l’ho cacciato, è andato via lui. Tra noi rimane un ottimo rapporto ma perché dovrei riprenderlo?

Lotito: “Valutazioni su Immobile e Luis Alberto a giugno. Nessun caso Guendouzi”

Sulla situazione della Lazio e dei suoi giocatori Lotito è molto diretto: “Luis Alberto ha baciato la maglia, e con Immobile abbiamo chiarito. Le valutazioni le faremo a giugno. Castellanos è forte, deve acquistare più fiducia nei suoi mezzi. Kamada? Si è sbloccato perché Tudor ci ha puntato, vedremo se a fine stagione deciderà di restare. Non esiste nessun caso Guendouzi. Nessuno può pretendere di giocare sempre. Matteo deve stare calmo e tranquillo perché Tudor lo considera e ci punta tanto“.

Mercato Lazio, rivoluzione a centrocampo | Due gli obiettivi per la squadra di Tudor

lazio calcio
IGOR TUDOR E MATTEO GUENDOUZI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come racconta Il Corriere dello Sport, è già tempo di calciomercato in casa Lazio. Con l’arrivo di Tudor serviranno innesti a centrocampo, iniziando dalle fasce. La Lazio sta valutando il ritorno di Robin Gosens dall’Union Berlino, visto che in Germania il tedesco ha ritrovato continuità. Su di lui, gran colpo di Sartori ai tempi dell’Atalanta, c’è anche il Bologna.

La Lazio si rifà il look: Gosens e Carboni nel mirino

La Lazio cerca un rinforzo a sinistra per non dover adattare Marusic nel ruolo: l’ex atalantino sarebbe perfetto. Lazzari, Hysaj e Pellegrini potrebbero restare tutti. Le strategie per i centrali di centrocampo dipendono da Guendouzi e Kamada. Il francese è tornato in gruppo sabato e domani dovrebbe partire dalla panchina. Con Tudor c’è tregua, anche se le distanze restano. Se arriveranno offerte da 30 milioni saranno accettate. Kamada deciderà entro il 30 maggio, con Tudor si sente a suo agio. La doppia partenza costringerebbe la società a centrare un doppio colpo. Rovella intanto è vicino ad aver risolto i problemi dovuti alla pubalgia.

Tudor spera di tenere Vecino, in scadenza nel 2025. Cataldi non sta giocando, il suo manager Riso è stato avvistato a Formello. Gestisce anche Rovella e Valentin Carboni del Monza, 19 anni, attaccante di proprietà dell’Inter. Più volte associato alla Lazio, valutazione fuori mercato: 40 milioni. Potrebbe anche restare a Milano.

Moratti su Zhang: “Ha portato ottimi risultati”. Il presidente resta però bloccato in Cina

Inter PIF
ph: KeyPress

Steven Zhang rischia di essere il primo presidente dell’Inter a festeggiare uno scudetto della sua squadra non a Milano, anzi a più di novemila chilometri di distanza. A far cadere la foglia di fico sui fantomatici impegni che tratterrebbero il numero uno nerazzurro in Cina addirittura dall’estate, ha provveduto senza volere Massimo Moratti. Anzi, l’ex patron lo ha fatto con l’intento di elogiare l’attuale presidente dopo la notizia dell’imminente accordo con Pimco, fondamentale per far sì che Suning riesca a tenersi l’Inter: «Come accolgo questa notizia? Bene, perché non sai mai il nuovo come sia e Zhang mi sembra che abbia portato a casa un mucchio di ottimi risultati – le sue parole a Radio 24 – le presidenze si misurano dalle vittorie e lui mi sembra sia stato corretto nel lasciare a lavorare i suoi. Poi che sia costretto a stare in Cina, e non possa venire in Italia, non è colpa sua, insomma, ecco».

Zhang bloccato in Cina…ma non per colpa sua

A differenza di quanto raccontato in questi mesi dall’Inter dunque, Zhang non rimarrebbe a Nanchino perché impegnato nel risanamento di Suning (tesi comunque abbastanza complicata da rendere credibile, alla luce del fatto che nella scorsa stagione il presidente era rimasto stabilmente a Milano), ma perché costretto a stare in Cina. Potrebbe esserci un legame con la condanna del tribunale di Hong Kong a risarcire China Construction Bank e altri creditori di 320 milioni (sentenza diventata operativa pure a Milano, tanto che l’Inter potrebbe essere obbligata a dare uno stipendio al presidente perché venga pignorato). In tal senso, la chiosa fatta da Morattinon è colpa sua») potrebbe spiegarsi con quanto sostenuto dai legali di Zhang che avevano denunciato «macroscopiche anomalie», contestando la «logicità e conformità a diritto», della sentenza. Fatto sta che l’Inter, per la prima volta nella sua storia, festeggerà uno scudetto senza il suo presidente, il quale si godrà lo spettacolo del derby in notte fonda.

Milan-Inter, un derby per scrivere la storia. I rossoneri vogliono rovinare la festa a Inzaghi

Pioli e Inzaghi
STEFANO PIOLI E SIMONE INZAGHI PENSIEROSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Non una partita qualunque quella di stasera: due squadre e un’intera città sono in fermento per un derby che rischia di entrare nella storia del calcio italiano. In un San Siro tutto esaurito, andrà in scena uno spettacolo mondiale trasmesso in oltre 200 paesi. Da una parte l’Inter, che in caso di vittoria conquisterebbe matematicamente la seconda stella con 5 turni di anticipo, dall’altra il Milan, uscito con le ossa rotte dall’Europa League, che farà di tutto per evitare che i cugini festeggino per la prima volta nella storia la vittoria di uno scudetto dopo un derby.

Milan-Inter, Pioli cambia le carte in tavola per l’ultimo colpo di reni della sua avventura rossonera

Il Milan, che ormai ha poco da chiedere a questa stagione con il secondo posto blindato e la fresca eliminazione in EL, ha perso gli ultimi 5 derby giocati, segnando un solo goal (nel 5-1 di inizio campionato): l’ultimo successo è datato 22 settembre 2022. Con Pioli in panchina, i rossoneri hanno battuto l’Inter solo in tre occasioni. Il futuro del tecnico rossonero è ormai segnato e a fine stagione lascerà il club a cui ha regalato l’ultimo scudetto. Il derby è da sempre una di quelle partite in cui le differenze tecniche si assottigliano, ma non ci sono dubbi che momento peggiore per il Milan non poteva esserci. L’eliminazione dall’Europa League per mano della Roma brucia e ha tolto certezze a una squadra che fino un paio di settimane fa aveva ritrovato un ottimo passo in campionato, tanto da staccare la Juve e blindare secondo posto e zona Champions. I tifosi rossoneri, sul piede di guerra dopo le ultime delusioni, possono sperare in una prova di orgoglio della squadra e sperare che per una sera Leao e Theo Hernandez tornino quelli dei bei tempi andati. Pioli, stando alle indiscrezioni, lancerà il portoghese nel ruolo di prima punta, relegando in panchina Giroud. Posto da titolare a centrocampo per Adli, con Musah pronto ad agire sulla fascia.

Sull’altra sponda del Naviglio si respira tutt’altra aria, con i tifosi in fibrillazione. Inzaghi chiede un ultimo sforzo ai suoi fedelissimi e potrà schierare la formazione migliore. Negli ultimi tempi sta affiorando la stanchezza di una lunga stagione e la squadra è meno scintillante di qualche tempo fa, come testimoniato anche dai risultati meno brillanti e da una coppia d’attacco, LautaroThuram, che ha perso smalto e brillantezza davanti alla porta: l’ultimo goal in campionato di Lautaro risale al 28 febbraio. A differenza dei cugini, però, l’Inter ha avuto tutta la settimana per preparare una gara che vale un posto non solo nella storia nerazzurra ma anche dell’intero calcio italiano.

LE PROBABILI FORMAZIONI
Milan (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Gabbia, Tomori, Theo Hernandez; Adli, Reijnders; Musah, Loftus-Cheek, Pulisic; Leao. All. Pioli
Inter (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Inzaghi