Home Blog Pagina 2291

Milan sotto indagine, spunta un documento che svela la proprietà della società

Milan Atalanta, risultato, tabellino e highlights
STEFANO PIOLI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Le indagini sul Milan continuano, nella perquisizione avvenuta martedì è venuto alla luce un documento che mette la società ulteriormente a rischio, oltre a confermare l’ipotesi della Procura: Il Milan è ancora in mano a Elliot. 

Milan, sotto indagine: spuntano investitori arabi

Il Milan è al centro di alcune indagini riguardanti il cambio di proprietà e nei giorni scorsi la Guardia di finanza ha perquisito la sede del club. Gazidis e Furlani, rispettivamente ex ed attuale amministratore delegato del Milan, sono accusati di ostacolo all’esercizio delle funzioni pubbliche dell’autorità di vigilanza. Secondo gli inquirenti, il club sarebbe ancora di proprietà di Elliot ma sarebbe stato tenuto nascosto alla Federcalcio.

Il documento incriminato  AC Milan Investor Presentation che il club rossonero avrebbe preparato a margine dei colloqui con potenziali investitori arabi. E sarebbe proprio il report consegnato ai potenziali investitori che può svelare la vera proprietà della società alla Procura.
Intanto, ieri, RedBird, ha preso posizione con un comunicato dichiarando ancora una volta la proprietà sul club rossonero: “RedBird Fund IV e i suoi sottoscrittori possiedono il 99,93% di AC Milan. L’idea che RedBird non possieda e non controlli l’AC Milan è assolutamente falsa ed è contraddetta da tutte le prove e i fatti”.

I rischi della società rossonera

Il Milan potrebbe pagare caramente i suoi errori. Per la Giustizia Sportiva italiana, se accertati i reati, comporterebbe la violazione dell’articolo 32 comma 5 del Codice di giustizia sportiva. In questo caso le sanzioni vanno dalla semplice ammenda fino alla penalizzazione in classifica. La decisione passerà a Giuseppe Chiné, che dovrà studiare le carte e decidere come muoversi nei confronti del Milan. Al club milanese potrebbe infatti essere imputata la violazione di più di un articolo del Codice di giustizia sportiva a seconda di quale sarà l’interpretazione della procura. Le indagini si prospettano lunghe ma il rischio di sanzioni, se le accuse venissero confermate, sarebbe elevato.

Juventus, il Mondiale per Club cambia il futuro: novità in arrivo a partire da Koopmainers

esultanza Koopmeiners ph: Pennacchio/Keypress

Il Mondiale per Club, al via la prossima estate, con un tesoretto dal valore di 50 milioni assicurato per la partecipazione, porterà alla formazione di una nuova Juve. Giuntoli è già a lavoro.

Juventus, tra novità e cessioni

La stagione in corso potrebbe portare la Juventus a qualificarsi alla prossima Champions League, anche questo aiuterà a ottenere nuove entrate. A questo punto la Vecchia Signora si ritroverà ad affrontare cinque competizioni differenti nella prossima stagione. I rinforzi sono obbligatori, così come gli addii, la società farà affidamento anche su questo.

Il primo obiettivo in entrata è l’operazione Koopmeiners. La fine sicura del rapporto con Pogba, quella probabilissima del rapporto con Alex Sandro e la fine dei rapporti con Rabiot, ad esempio, libererebbe più di 30 milioni nel monte ingaggi. Con vista sui contratti in scadenza nel 2025, come Szczesny, Chiesa e Danilo a quelli medi di Kean e McKennie fino a quello light di Iling: chi non andrà al rinnovo, con risparmio tra ingaggio e ammortamento, andrà sul mercato, portando a quel punto risorse dalla cessione.

Le risorse nuove in lista sono: Ferguson, Samardzic, Zubimendi ma anche Ederson, Merino e Sekulov. Ci sarebbe anche l’idea di Felipe Anderson, che arriverebbe a parametro zero, e Gudmundsson.

Roma, rivoluzione copernicana | Dybala e Lukaku non più al centro del sistema

Dybala e Lukaku
ROMELU LUKAKU E PAULO DYBALA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La rivoluzione portata da De Rossi nel mondo Roma è notevole, profonda, e merita sicuramente un approfondimento. Sarà la storia a rivelarci le verità e a esprimere un giudizio sul lavoro del tecnico romano alla guida della Roma. Quello che è più evidente in questi primi mesi di lavoro è una capacità comunicativa spiccatissima, e un progetto comunicativo più che definito. Se infatti nella precedente gestione non era il gruppo ad essere esaltato ma pochi singoli, superiori per qualità tecniche e fisiche agli altri, quello che sta facendo DDR va esattamente nella direzione opposta.

E lo ha confermato anche ieri, nella conferenza stampa prima della sfida di ritorno contro il Brighton, in cui ancora una volta con poche parole l’allenatore giallorosso ha sdoganato uno dei mantra e dei pensieri più diffusi intorno alla squadra che fu di Josè Mourinho: l’imprescindibilità di Dybala e Lukaku. De Rossi è consapevole del livello tecnico dei due calciatori, ma non li considera di certo imprescindibili; nel calcio nessuno lo è, ed è sempre la squadra e l’organizzazione del sistema che fa la differenza.

Gestione mentale e motivazione: la Roma prima di tutti i suoi giocatori

La rivoluzione copernicana dell’allenatore della Roma è questa. Sta cercando di togliere i due fenomeni della squadra dal centro del sistema per coinvolgere e dare importanza a tutto il gruppo, aumentandone l’autostima e la consapevolezza. Ciò permetterebbe a De Rossi di gestire meglio le energie dei suoi due fuoriclasse offensivi e di averli pronti e al meglio nelle partite decisive, nei momenti decisivi di una stagione in cui la Roma è ancora in corsa per gli obiettivi che si era prefissata, l’Europa League e il quarto posto.

Tutta la squadra sta beneficiando di questa gestione, sia sotto l’aspetto tecnico, perché aver Dybala e Lukaku al meglio della condizione aiuta lo sviluppo tecnico del sistema proposto dall’allenatore, sia dal punto di vista mentale, perché De Rossi utilizza tutti i giocatori a disposizione a seconda delle esigenze del match affidandogli responsabilità importanti, come nel caso di Aouar nell’ultimo match di campionato contro la Fiorentina. Insomma, ciò che sta facendo De Rossi nella sua Roma è un lavoro prima mentale e poi tecnico-tattico, ridando vigore e convinzione agli effettivi di una rosa spaccata e sfaldata nella prima parte di stagione, togliendo a Dybala e Lukaku pesi e responsabilità, ma anche qualche elogio, per valorizzare tutto il gruppo squadra, per condividere i meriti, gli oneri e gli onori e riuscire a lottare fino alla fine su entrambi i fronti.

Inter, beffa Champions | E’ mancata personalità a partire da Lautaro Martinez

inter calcio
LAUTARO MARTINEZ RAMMARICATO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Si infrange agli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid di Simeone il sogno Champions dell’Inter. Dopo la finale conquistata nella stagione scorsa e i notevoli passi avanti fatti dalla squadra quest’anno, specialmente in campionato, Simone Inzaghi sperava di poter ripetere il cammino europeo impressionante dello scorso anno. Peccato che sulla sua strada abbia incontrato un allenatore per cui l’Europa rappresenta il giardino di casa; il Cholo che in Champions dà sempre del filo da torcere a tutti, soprattutto nel suo stadio.

Lautaro e Thuram creano e sprecano, l’errore del suo capitano condanna l’Inter

Dopo un ottimo inizio e un buon primo tempo, fatto di possesso e giocate perfettamente sincronizzate in ripartenze, una delle quali ha portato al gol di Di Marco, l’Inter sceglie però una strategia di gara che poco le appartiene. Al gol di Griezmann che firma l’1-1 a freddo, pochi minuti dopo il gol del (doppio) vantaggio nerazzurro, l’Inter non riesce a reagire. Al ritorno in campo dagli spogliatoi le gerarchie di forza del primo tempo sembrano invertite, con l’Inter che inizia a giocare di rimessa e l’Atletico che prova a tenere il pallino in mano e a far male, soprattutto attraverso i cross dalle fasce.

Simone Inzaghi vive indiavolato il secondo tempo, sprona la sua squadra che sembra aver perso il coraggio e la convinzione che in tutto quest’anno l’hanno accompagnata. Nonostante questo, approfittando della necessaria spinta ultra-offensiva dell’Atletico Madrid, ancora sotto nel punteggio complessivo con l’1-1, l’Inter si costruisce due occasioni più che importanti, su tutte quella di Thuram su assist di Lautaro. Il giocatore francese non riesce a mettere in rete da posizione ottima a tu per tu con Oblak, e qualche minuto dopo lo stesso succede a Barella. L’Inter spreca tanto, Lautaro e Thuram lavorano per la squadra ma sono poco presenti in zona gol e alla fine l’Atletico trova il gol alla sua maniera, di tecnica, qualità, convinzione, determinazione, con un tiro incrociato di Depay che beffa Sommer. I supplementari, in cui vince la stanchezza, e poi i rigori, sanciscono l’eliminazione dell’Inter, meritata considerando il triplice errore dal dischetto della squadra nerazzurra. E l’errore decisivo è proprio quello di Lautaro, che conferma di avere poco feeling con il dischetto.

Lautaro, dal dischetto pieno di paura. Proseguono le sue difficoltà in campo internazionale

Ma quello di Lautaro è un vero e proprio problema internazionale. Un calciatore con la sua media gol, così costante in campionato, ci si aspetta che incida anche in ambito Europeo e internazionale, ma le sue ultime esperienze non l’hanno visto di certo come protagonista. Un mondiale vinto con l’Argentina finendo in panchina dopo le prime due partite del girone, una carriera europea con l’Inter in cui ha raggiunto buoni risultati senza mai però risultare pienamente decisivo (e ciò lo attestano gli 0 trofei europei vinti con l’Inter), una media gol che al di fuori dei confini nazionali si alza notevolmente in relazione ai minuti giocati.

Insomma, Lautaro è sicuramente uno dei leader di questa Inter, ma finora non è riuscito mai ad essere importante e decisivo nei palcoscenici più importanti, quando la pressione aumenta e ogni giocata può valere una partita, un passaggio del turno, un vantaggio da difendere. Il rigore sbagliato alla fine della serie, che decreta il passaggio del turno dei Colchoneros, oltre ad essere una conferma del rapporto negativo tra l’argentino e il dischetto, getta un’ombra sul capitano dell’Inter, che calcia in preda alla paura, chiudendo gli occhi, e spedisce il pallone in curva. Se a questo aggiungiamo gli errori di Thuram, un paio clamorosi, si può comprendere quale sia stato il problema dell’Inter: in partite di questo livello, contro una squadra e un allenatore così bravi nel gioco speculativo, ogni errore, ogni tremore, ogni paura diventano decisivi e segnano lo scarto tra la gloria e la sconfitta. E l’Inter, ieri sera, ha perso meritandolo, per l’atteggiamento remissivo mostrato dal gol di Griezmann fino all’ultimo rigore di Lautaro.

Juventus, Mckennie al centro del progetto | Giuntoli vuole rinnovargli il contratto

Mc Kennie
Weston Mckennie ph: Fornelli/Keypress

Weston Mckennie rimane uno degli elementi imprescindibili per Massimiliano Allegri. Il tecnico toscano ha impiegato Mckennie in diversi ruoli del centrocampo, dalla mezz’ala all’esterno di destra, migliorandone il rendimento e l’efficacia rispetto agli anni passati. Per questo Giuntoli prepara il rinnovo di contratto, per un giocatore che ha dimostrato di poter dare una bella mano alla Juventus e che i bianconeri non vogliono assolutamente perdere.

Mckennie in scadenza 2025, o rinnova o parte. Giuntoli al lavoro

Sono già in corso le trattative per il rinnovo di contratto dell’americano, che ha un accordo fino al 2025 e, come tanti altri con quella scadenza, o rinnova o parte. Per questo qualcuno ha già parlato di cessione a giugno, ma questa eventualità con possibile incasso da 15 milioni è attualmente remota, i bianconeri pensano ad un rinnovo almeno biennale, con adeguamento, del resto McKennie sa benissimo che a Torino ha trovato, finalmente, una consacrazione ed una buona collocazione, ma soprattutto il prossimo anno potrebbe giocare il Mondiale per club nel suo paese da protagonista e profeta in patria.