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Inter – Sassuolo, le ultime da San Siro | Le formazioni

amichevole internazionale: inter vs olympiakos
PETAR SUCIC IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter impegnata nel posticipo col Sassuolo, obiettivo vincere e rilanciarsi in campionato per gli uomini di Chivu, di fronte i neroverdi di Grosso. Una sfida importante per i nerazzurri, serve riscattare la sconfitta con la Juve.

Inter – Sassuolo, le probabili formazioni

Inter (3-5-2) Martinez; Akanji, Acerbi, Carlos Augusto; Dumfries, Frattesi, Calhanoglu, Sucic, Dimarco; Esposito, Thuram. All. Chivu

Sassuolo (4-3-3) Maric; Coulibaly, Idzes, Muharemovic, Doig; Vranckx, Matic, Koné; Berardi, Pinamonti, Laurienté. All. Grosso

Pellegrini lancia la Roma nel derby, Lazio battuta 1-0

serie a enilive 2025 2026: derby lazio vs roma
L’ESULTANZA DI LORENZO PELLEGRINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lo Stadio Olimpico si colora di giallorosso e biancoceleste in occasione del 162° Derby della Capitale, valido per la 4ª giornata di Serie A. Entrambe le compagini hanno bisogno di rialzarsi dopo le sconfitte dell’ultimo turno: gli uomini di Sarri sono stati battuti dal Sassuolo a Reggio Emilia, mentre la Lupa è caduta in casa contro il Torino.

Lazio-Roma, gioia al primo Derby per Gasp. Biancocelesti a testa alta

La prima parte del match è caratterizzata da ritmi non particolarmente elevati e da un equilibrio tattico piuttosto marcato. La Lazio ha provato a prendere l’iniziativa, mostrando maggiore vivacità e cercando di sorprendere la retroguardia avversaria con rapidi ribaltamenti di fronte. Tuttavia, pur dando l’impressione di una squadra più frizzante, i biancocelesti non sono riusciti a trasformare la loro spinta in occasioni realmente pericolose. La Roma, invece, ha interpretato la gara con maggiore prudenza e compattezza, limitandosi a contenere e ad attendere il momento giusto per colpire. Il lampo arriva al 39′:  Un’uscita avventata di Tavares in fase di costruzione consente ai giallorossi di recuperare palla: Soulé è lesto ad intuire la giocata e a servire con precisione Lorenzo Pellegrini. Il numero 7 non si lascia sfuggire l’opportunità e, con un tocco di prima intenzione, trafigge Provedel. Un gol che conferma, ancora una volta, la sua attitudine a risultare determinante nei derby. La ripresa si apre con una Roma più determinata, capace di alzare i ritmi e di imporre subito la propria pressione alla difesa avversaria. L’occasione del possibile raddoppio non tarda ad arrivare: Pellegrini, ancora una volta faro del gioco giallorosso, trova con un passaggio illuminante Angelino, ben inseritosi sul versante mancino. Il terzino calcia di controbalzo con il sinistro, ma la sua conclusione si spegne sull’esterno della rete, lasciando solo l’illusione del gol ai tifosi sugli spalti. La Lazio non resta a guardare e al 54′ costruisce la sua occasione più nitida per rimettere in equilibrio il match: un rapido sviluppo dell’azione libera Dia davanti a Svilar: l’attaccante biancoceleste ha sul piede la palla del possibile pareggio, ma al momento della conclusione alza troppo la mira, spedendo il pallone oltre la traversa. Al 76′ la Lazio sfiora ancora il pareggio: Taty Castellanos riceve palla da Gila e calcia a giro dal versante sinistro dell’area, ma il pallone termina di poco sul fondo. A 5′ dalla fine l’intensità nervosa del match cresce: Belahyane viene espulso per un brutto fallo su Kone. Nonostante l’inferiorità numerica, i biancocelesti sfiorano ancora il pari con Cataldi che nel recupero colpisce una clamorosa traversa. Il derby si chiude sul risultato di 1-0, con la prima vittoria di Gasperini in un confronto della Capitale. La Lazio di Sarri, nonostante la sconfitta, esce dall’Olimpico a testa alta.

Lazio-Roma, il tabellino

0-1

Reti: 37′ Pellegrini (R);

Ammoniti: 82′ Ndicka (R); 88′ Gila (L).

Espulsi: 85′ Belahyane (L).

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares(46′ Pellegrini), Guendouzi, Rovella(46′ Cataldi), Dele-Bashiru(14′ Belahyane), Pedro(79′ Noslin), Dia(62′ Castellanos), Zaccagni. A disposizione: Furlanetto, Mandas, Hysaj, Pellegrini, Provstgaard, Basic, Belahyane, Cataldi, Saná Fernandes, Noslin, Castellanos, Isaksen. Allenatore: Sarri.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Rensch, Cristante(81′ El Aynaoui,), Koné, Angeliño(81′ Tsimikas); Soulé(73′ Baldanzi), Pellegrini(73′ Pisilli); Ferguson(65′ Dovbyk). A disposizione: Vasquez, Zelezny, Ghilardi, Hermoso, Sangarè, Ziolkowski, Tsimikas, Pisilli, El Aynaoui, El Shaarawy, Baldanzi, Dovbyk. Allenatore: Gasperini.

Allegri tra le righe, il metodo dello psico-comunicatore

juventus calcio
MASSIMILIANO ALLEGRI PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Quando questa estate è partita l’operazione ricostruzione sulle macerie della passata stagione a Milanello, sul nome di Max Allegri sono sorte due scuole di pensiero.

I pro Allegri cullavano il ricordo nostalgico dello scudetto vinto dall’allenatore toscano alla prima stagione milanista rafforzato dagli anni trionfali sulla panchina juventina degli scudetti seriali; gli scettici avevano, invece, ancora negli occhi la sua controfigura del ritorno in Bianconero conseguente alla deleteria pausa sabatica.

Dopo la partita praticamente perfetta disputata a Udine, in cui tre gol inflitti all’Udinese sono uno specchietto per le allodole che non deve distrarre dal reale elemento di pregio che sono gli zero gol subiti per la terza volta di seguito (non accadeva da due anni e mezzo), stiamo già assistendo alla migrazione di giornalisti e opinionisti scettici verso il partito del pro Allegri. Un classico all’italiana. Merito delle vittorie certamente, ma ancor di più dei clean sheet difensivi rafforzati da un dato sensazionale: il Milan non concede praticamente occasioni agli avversari, solo otto tiri subiti in quattro partite di Serie A.

Il fatto che il Milan stia conseguendo tali risultati in una fase in cui stanno mancando due attaccanti di rilievo – uno per infortunio di nome Leao, l’altro per assenza dalla finalizzazione ingiustificata come Giménez – rende questa serie di vittorie ancora più ragguardevole. Dove potrà arrivare il Milan con il rientro del portoghese e magari con un redivivo Bebote goleador?

Messo da parte l’esordio agghiacciante con la Cremonese, e tenendo conto che con gli impegni di Coppa Italia il Milan sta al momento affrontando un calendario analogo alle squadre italiane impegnate nelle coppe europee, quali sono gli ingrediente segreti di Max Allegri in questa sua capacità di rigenerare da un lato il Milan e dall’altro di far cambiare idea a quasi tutti suoi detrattori in sole quattro giornate?

Riavvolgendo il nastro del tempo, prendendo le parole spese da Allegri nella conferenza pre-match, possiamo percepire il segreto della sua maestria. Come tutti i grandi allenatori, Max dimostra che l’arte oratoria è la chiave del successo, e non solo in allenamento o a bordo campo nel corso della partita, ma soprattutto nelle interviste e nelle conferenze stampa. Le frasi spese da Allegri rilette oggi dopo la partita sono profetiche quanto di per sé determinanti per il successo ottenuto. Buono psicologo e ottimo comunicatore, proviamo a leggere l’allenatore toscano “tra le righe”.

Abbiamo un’opportunità importante contro una squadra fisica e temibile. Solo perché abbiamo vinto due gare non siamo tutti bravi e belli. 

E’ come dire, se vogliamo porre le basi per diventare bravi e belli dobbiamo battere l’Udinese. Così è stato.

Per ora la nostra percentuale realizzativa è bassa e va alzata

Ovvero: contro il Bologna abbiamo fatto un solo, gol. Se vogliamo alzare il livello dobbiamo fare più gol, sennò inizieranno subito a tirare fuori il ritornello del corto muso. Così è stato.

Udine non è un campo semplice. Durante la stagione ci sono quattro partite che sono uno snodo, e questa è una delle più importanti del Campionato. […] Delle quattro partite prima della sosta, questa è la più difficile in assoluto rispetto al Lecce in Coppa Italia e alle sfide contro Napoli e Juventus”.

Affermazione paradossale che però ha lo scopo sia di concentrare totalmente l’attenzione sull’Udinese senza distrarsi pensando ai big match imminenti, sia di ottenere la vittoria utile proprio ad affrontarli successivamente con la giusta fiducia nei propri mezzi.

Non solo con i rodati strumenti dialettici, ma ancor di più con i fatti, Allegri sta inanellando una serie di imprese. Come quella di far dimenticare i due grandi nomi che hanno appena lasciato il Milan ovvero Theo Hernández e Tijjani Reijnders sembrava una missione impossibile; lui l’ha resa possibile.

Inoltre è il primo allenatore in grado di mettere in campo un Milan che può prescindere da Leao. Lo stesso Stefano Pioli, l’artefice dell’ultimo Scudetto, non ci era mai riuscito.

Napoli e Juve sono avvisate.

 

 

Il fascino del calcio estero: perché è molto seguito in Italia

Guardiola
Pep Guardiola - ph: Fornelli/KeyPress

Il pubblico italiano conosce bene il linguaggio del pallone, ma negli ultimi anni ha allargato lo sguardo. Le serate davanti al televisore non si fermano più alla Serie A: Premier League, Liga, Bundesliga e Liga Portugal attirano sempre più l’attenzione degli appassionati.

Possono cambiare i tempi delle partite e gli stili di gioco, ma il tifoso oggi apprezza la possibilità di confrontare, di valutare intensità, velocità, atmosfera degli stadi, livello di pressing e organizzazione. Vede tutte le differenze e ne è incuriosito. Inizia così una fruizione dello sport molto particolare, che prevede highlights, analisi tattiche su YouTube, podcast, newsletter, dati di performance spiegati in modo semplice. Ma perché accade tutto questo?

Cosa attira del calcio oltreconfine

Il calcio estero offre partite dal ritmo alto e una produzione televisiva avanzata. È possibile vedere le azioni da camere dedicate a linee difensive, la grafica dei passaggi più importanti, i replay a 360 gradi, le interviste che entrano nei dettagli delle scelte. Il racconto è tecnico, ma risulta comunque accessibile.

È come se le partite diventassero delle lezioni: si impara a poco a poco come si prepara il pressing, come si agisce su una linea, come si sfruttano le varie zone. Il pubblico italiano apprezza anche la varietà dei protagonisti, dalla fisicità della Premier alla tecnica della Liga, fino all’organizzazione della Bundesliga. La differenza di contesti è molto utile perché stimola l’analisi.

Mappe, classifiche e riferimenti: come nascono le conversazioni

Nelle discussioni online hanno peso gli approfondimenti che mettono insieme dati e storie. Un dossier pubblicato da uno tra i più noti bookmakers sportivi online ha, per esempio, incrociato risultati, titoli e impatto sul gioco per raccontare le carriere dei tecnici più influenti e creare basi comuni di confronto tra tifosi.

Questi approfondimenti funzionano perché uniscono numeri e storia del calcio. Descrivono periodi, club, staff, idee alla base del gioco. Il focus sull’elenco degli allenatori migliori di Premier League diventa un riferimento, un indice utile per capire perché una stagione segna un’epoca e un’altra no, perché un progetto cresce e un altro non riesce a svilupparsi.

Identità tattiche che parlano all’Italia

Il pubblico italiano riconosce nel calcio estero linguaggi familiari. La cura della fase difensiva resta un punto in comune, ma colpisce la capacità di coniugare protezione e aggressione alta.

L’idea di squadra corta, le pressioni, l’uso dinamico del terzino che entra dentro al campo: si tratta di elementi che hanno sicuramente a che fare con la scuola italiana, ma presentano una frequenza di gioco diversa. Il confronto, naturalmente, aumenta la voglia di capire. Guardare fuori, infatti, amplifica la lettura di ciò che accade nel calcio del nostro Paese.

Piattaforme, highlights e micro-contenuti

Anche la fruizione è cambiata nel corso del tempo: esistono applicazioni tematiche, i canali social dei club sono proposti in più lingue. Il tifoso italiano costruisce in modo personalizzato il modo di fruire dei contenuti sportivi. Per esempio, può seguire sintesi da dieci minuti se ha poco tempo, analisi video di venti minuti se vuole capire le strategie, clip da trenta secondi per vedere i momenti virali. Il risultato consiste in un insieme di partite da vedere, gol da commentare e schemi da memorizzare.

Perché questa attenzione non è una moda

Quel che è certo è che non si tratta di un fenomeno passeggero. Il pubblico si è abituato a spostarsi tra partite e campionati come se fossero delle vere e proprie playlist musicali. La geografia del calcio è diventata molto aperta e ogni fine settimana mette a disposizione classifiche di Paesi diversi, storie di promozioni e salvezze, laboratori tattici che ispirano allenatori e appassionati.

L’accessibilità digitale, inoltre, rende più solida questa abitudine e la conoscenza accumulata stagione dopo stagione rende la visione ancora più consapevole. E quando la competenza cresce, cresce anche il piacere di guardare.

Campionato esagerato: 270 minuti e cambiano subito le favorite

Serie A
il pallone invernale della serie A 2020-2021 ph: Fornelli/Keypress

Soltanto 270 minuti quelli giocati in campionato e già cambiano le quote serie a 2025/2026 delle favorite, non solo in campionato, ma persino in Champions, dove il Biscione perde terreno. L’Inter perde terreno anche in Serie A e la Roma sbanda, nel frattempo la lotta al vertice è tutta tra Napoli e Juve, dopo un’altro derby d’Italia al cardiopalma, in cui la Vecchia Signora ha stritolato il Biscione per 4 – 3.

Cambiano le gerarchie e le principali protagoniste scaldano i motori, la Cremonese e il Como volano, l’Udinese prepara il bottino per la salvezza, il Diavolo punta in alto.

La Vecchia Signora stritola il Biscione

Un altro match al cardiopalma, un altro derby d’Italia folle, che manda l’Inter nei guai in questi primi tre match di campionato, perché dopo il 5 – 0 dell’esordio contro il Torino, il Biscione perde posizioni e la sua quota Antepost schizza da 3 a 4.5 per la vittoria del campionato. Una squadra di un anno più vecchia, un portiere che para a occhi chiusi, tantissime le accuse che tifosi e giornalisti muovono alla rosa guidata da Chivu, che va subito in testacoda.

Dall’altro lato c’è una Vecchia Signora feroce, che non lascia spazio al caso e che segue a ruota il Napoli, favoritissimo con 3 vittorie su 3, quella contro i Nerazzurri è la più importante, perché carica l’ambiente e offre fiducia incrollabile alla squadra. La quota delle Zebre vincenti Serie A 2025/2026 è fissata a 6, ma l’armata di Tudor ha una marcia in più e sembra l’unica capace di contrastare l’onnipotenza del Napoli di Conte.

Il Napoli mette la quinta e accelera a tutta velocità

Quella contro la Fiorentina è una vittoria straordinaria, un Napoli che soffre ma vola, e nel palinsesto delle quote calcio oggi di Serie A in aggiornamento live su betfair, il valore scende a 2.1, segno di un campionato che già è dominato dagli Azzurri.

Conte è il cattivo tenente dalla risposta pronta, quando gli chiedono chi schiererà per gli amanti del fantacalcio, risponde “abbiamo già troppe pressioni, non possiamo pensare ai fantallenatori”. Se l’anno scorso i Partenopei sono riusciti a vincere tra alti e bassi, quest’anno si prevede un campionato al top: sempre impegni Champions permettendo.

Attenta Lupa, il Diavolo scalcia come un cavallo pazzo

Mentre la Magica si accascia e perde contro il Torino all’Olimpico, il Diavolo scalcia e vince un match complicato contro il Bologna: ed è subito Allegri – Show. Non sottovalutiamo il maestro livornese del corto muso, perché di scudetti ne ha già vinti 6 e non sorprenderebbe trovarlo nella lotta al vertice tra qualche settimana. Intanto, il Milan vincente campionato è quotato a 7.5, mentre la quota della Roma scende a 9.5, nonostante la brutta sconfitta.

Il calcio di inizio stagione riserva sempre delle sorprese, e se l’Inter sembra ormai già fuori dai giochi, Roma e Milan rappresentano le alternative più pericolose per le favorite Juve e Napoli.