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Lazio, doppia accelerazione per Samardzic e Greenwood | Baroni aspetta i primi regali

udinese calcio
Lazar Samardžić in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una Lazio partita in quinta sul mercato. Dati gli introiti provenienti dalla Champions la società chiuderà il bilancio al 30 giugno in positivo e per questo l’idea è quella di chiudere almeno un’operazione importante entro la fine della settimana. Ecco perché ieri c’è stata una doppia accelerazione sui fronti Samardzic e Greenwood. Mancano ancora gli accordi, sono trattative lunghe e complesse: ma Lazio comunque ci proverà e già nelle prossime ore si proverà a ridurre la distanza con United e Udinese.

Lazio, per Greenwood i Red Devils chiede 35 milioni | L’Udinese ne vuole 25 per Samardzic

La Lazio sta dando priorità a Greenwood e Samardzic, ma non ci sono solo loro nella lista dei biancocelesti. Con lo United la trattativa è estremamente complessa, i Red Devils richiedono 35 milioni di euro nonostante il contratto in scadenza nel 2025 (c’è un’opzione di rinnovo fino al 2026). La Lazio offre una cifra vicina ai 20 milioni più una percentuale sulla futura rivendita tra il 40 e il 50%. Con l’Udinese la distanza è minore, i friulani chiedono 25 milioni bonus compresi per Samardzic, la Lazio è arrivato a 20 con i bonus. La Lazio intanto non ha abbandonato le altre piste, da Dele-Bashiru a Stengs con accordi vicini. Per il trequartista nigeriano ha offerto due milioni di prestito più quattro per l’obbligo di riscatto e l’accordo è vicinissimo. Manca qualche dettaglio con il Feyenoord per Stengs, con i biancocelesti che continuano a non voler inserire Isaksen nella trattativa. In settimana si continuerà a lavorare anche con il Verona per la doppia operazione Noslin-Cabal, con l’Hellas che ha bisogno di fare plusvalenze entro il 30 giugno.

Roma, Chiesa si complica: contatti con l’Atletico Madrid per il piano B

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LA GRINTA DI FEDERICO CHIESA ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Problema esterno per la Roma. Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, si legge un focus di mercato riguardante il nuovo obiettivo di Trigoria. La fonte afferma che l’obiettivo primario dei giallorossi resta Rodrigo Riquelme dell’Atletico Madrid, qualora non si riuscisse a sbloccare la trattativa per il passaggio in giallorosso di Federico Chiesa.

Roma, Rodrigo Riquelme nel mirino: l’Atletico Madrid chiede 30 milioni

Un mese fa l’entourage dello spagnolo ne aveva parlato con l’Atalanta, ora l’occasione si è presentata di nuovo, ma la parte complicata deve ancora iniziare. I Colchoneros sono una bottega cara e chiedono 30 milioni di euro, mentre la Roma è disposta a metterne sul piatto 20. È il momento dello studio della situazione, che ha portato anche a capire che l’ingaggio del 24enne non sarebbe un problema. Attualmente percepisce 800mila euro, nella Capitale il suo stipendio salirebbe massimo a 1,5 milioni, almeno inizialmente. Non è da escludere che l’accordo possa essere trovato a 25-28 milioni più bonus.

Riquelme in questa stagione è sceso in campo 47 volte tra LaLiga, Champions League, Copa del Rey e Supercoppa Spagnola, con 4 golassist.

Juventus, “salvate il soldato Soulé”: Giuntoli prepara i cedibili

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MATIAS SOULE RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Salvate il soldato Soulé”. Come riporta il Corriere di Torino, Thiago si auspica una Juve con Yildiz e l’argentino sulle fasce. Bisogna però prima vendere bene: Chiesa, Huijsen, Szczesny, McKennie, Milik, Kostic e Kean sulla lista dei cedibili. A cominciare quindi da Chiesa, ritenuto non strategico da Motta: con una offerta da 30-40 milioni sarà addio. All’orizzonte ci sono soprattutto Bayern Monaco e Manchester United.

Juve, guadagnare da altri per tenere Soulé: interesse dalla Germania per Huijsen

Risorse significative potranno arrivare da Huijsen, che può garantire 25-30 milioni. Il centrale classe 2005 piace a Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e Newcastle; la Juve vorrebbe inserirlo nella trattativa con l’Atalanta per Koopmeiners. Szczesny è a un passo dai sauditi dell’Al-Nassr (per 4-5 milioni) e pure McKennie è fuori dal progetto: Giuntoli punta ad incassare 25 milioni. Rimangono Kostic (piace al Fenerbahce), Kean (per almeno 10-15 milioni) e Milik, anche se il polacco deve superare l’infortunio che gli ha impedito di partecipare agli Europei. Se tutto va come da piano per Giuntoli, Motta avrà assicurate le due baby ali al servizio.

Europei 2024 – Spalletti avanti, ma ora serve un cambio di marcia (e di uomini…)

IL LAZIALE MATTIA ZACCAGNI SORRIDENTE, CONTENTO PER IL RITORNO IN NAZIONALE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’Italia di Spalletti avanza agli ottavi di finale ma soffre troppo

Le strade percorse dalla nostra Nazionale per giungere agli obbiettivi sono sempre state tortuose e complicate, irte di ostacoli e difficoltà, causate a volta dai nostri stessi errori e da un ambiente complessivamente polemico se non addirittura ostile (vedi Mondiali 2006 e 1982 per esempio), pronto però a cambiare miracolosamente e repentinamente indirizzo in caso di esiti sorprendentemente positivi delle “campagne”. Viceversa abbiamo quasi sistematicamente e miseramente fallito quando la nostra rappresentativa è stata annoverata tra le possibili favorite da parte degli esperti e dagli addetti ai lavori, mostrando una certa idiosincrasia nel rispettare i pronostici.

Passando agli ottavi dell’Europeo tedesco gli azzurri di Spalletti hanno ottemperato al minimo sindacale; non superare il turno con 16 promosse su 24 partecipanti sarebbe stata un’onta quasi pari alle recenti eliminazioni mondiali, ma il modo nel quale sono riusciti nell’impresa (in senso molto ma molto lato…) non lascia presagire voli pindarici da qui alle prossime gare, a partire da quella con la scorbutica e talentuosa compagine svizzera a forti tinte rossoblù bolognesi.

Per sperare in qualcosa bisogna cambiare, e non solo la mentalità

Proprio la storia consiglia prudenza, ma che fossimo una squadra priva di elementi di spicco sia dal punto di vista tecnico sia da quello caratteriale e carismatico lo sapevamo già e la mezza buona prestazione con l’Albania aveva illuso soltanto i più superficiali o chi “deve” per forza alzare il tiro ed il morale per questioni meramente commerciali. Con la Spagna la verità è venuta prepotentemente a galla, forse esasperandone persino alcuni aspetti e soltanto un Donnarumma da urlo ci ha evitato un cappotto di dimensioni epocali.

Ieri, forse, la nostra reale consistenza: l’Italia è competitiva quando riesce mentalmente ad esprimersi sulla forza dei nervi ed ha poco da perdere, e quando, dal punto di vista tattico, può far conto su due “ali” in grado di superare l’avversario diretto per cercare il fondo od accentrarsi verso l’area avversaria, dispone di un metronomo di mezzo campo che abbia almeno un filo di dinamismo, e la retroguardia riesce a serrare i ranghi senza distrazioni di sorta.

Ora ci aspetta la Svizzera; occhio ai “bolognesi”

Ecco perché, secondo noi, elementi come Fagioli, Chiesa e Zaccagni dovrebbero essere parte imprescindibile del quadro azzurro, mentre per ciò che riguarda la punta farà bene Spalletti a buttare nella mischia di volta in volta chi riterrà più adatto tra il volitivo Retegui ed il passista Scamacca, per ora parimenti inefficaci ma potenzialmente in grado di cavare qualche ragno da quel buco ad oggi rappresentato da un laconico zero alla voce “reti degli attaccanti”… L’assenza dello squalificato Calafiori, fin qui la sorpresa più lieta della nostra spedizione, compensato ieri dall’assist vincente per lo sfortunato autogol contro le furie rosse, andrà accuratamente coperta dal mister che potrà scegliere tra Mancini e Buongiorno, elementi di differenti caratteristiche tecniche e d’esperienza; le prime farebbero propendere per il granata, la seconda per il romanista, anche più avvezzo agli inserimenti offensivi sulle palle ferme. La Svizzera è un avversario da prendere con le molle e da tenere nella giusta considerazione per evitare un’altra figuraccia e presentarsi a muso duro e petto in fuori all’ennesimo, probabile, esame d’inglese.

Francia-Polonia, le ultimissime sulle formazioni

Lewandowski
LEWANDOWSKI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Pochi dubbi per Deschamps, ancora con Mbappé, non al meglio della forma, destinato alla panchina. Difesa a quattro con Saliba e Upamecano al centro, supportati da Koundé e Theo Hernandez sulle fasce. In mezzo al campo Tchouaméni, coadiuvato da Kanté e Rabiot. In avanti c’è Thuram, con Dembelè e Griezmann ai suoi lati.

Francia-Polonia, le probabili formazioni:

FRANCIA (4-3-3): Maignan; Koundé, Saliba, Upamecano, Hernandez; Kanté, Tchouaméni, Rabiot; Dembelè, Griezmann, Thuram. CT. Deschamps.

POLONIA (3-5-2): Skorupski; Bednarek, Dawidowicz, Kiwior; Frankowski, Slisz, Romanczuk, Zieliński, Zalewski; Urbański, Lewandowski. CT. Probierz.